Capodanno cinese e mons. Kang
Considerata la più importante celebrazione dell’anno, il Nuovo Anno (guò nián), anno del coniglio, per tutti i cinesi è il momento in cui si fa ritorno alle proprie case per riunirsi con familiari ed amici. Di solito, ci si ritrova per la cena della vigilia di capodanno (nián yè fàn) e si rinnovano i rapporti, i vecchi amici si ritrovano e i bambini fanno visita agli anziani. Apprezzo profondamente i preparativi per il Capodanno cinese. Ogni famiglia appende decorazioni rosse, siano esse lanterne rosse o intagli di carta (psaligrafie), simboli di gioia e prosperità. La gente deve preparare diversi spuntini, doni e abiti nuovi. Inoltre, ciò che più importa, ogni famiglia deve pulire la casa da cima a fondo per dare il benvenuto alla “novità”. I preparativi sono diventati una bella esperienza di riunione familiare. I cristiani cinesi partecipano alla Messa per il Nuovo Anno e molti poi visitano i cimiteri. Altre tradizioni significative sono le date stabilite per far visita ai vari parenti; i cosiddetti “denaro portafortuna” e il koutou, la cerimonia per dimostrare rispetto a Capodanno. L’auspicio è che, grazie a questo momento, amore e gioia si moltiplichino in tutto il mondo e anche la nostra comunità saveriana condivida la gioia di essere una sola famiglia in Cristo. KSF - Simon, sx
Giovedì 29 dicembre 2022, mons. Giuseppe Ti Kang, arcivescovo emerito di Taipei, ci ha lasciato. Nato il 7 maggio 1928, aveva 94 anni. Era un grande amico e benefattore dei saveriani. Nato nell’Henan, aveva conosciuto i saveriani da piccolo. Era stato il chierichetto di p. Ermanno Zulian. Accolto insieme alla mamma, profughi, dai Padri Verbiti, ha maturato con loro la sua vocazione. Aveva il dono delle lingue e parlava molto bene italiano, tedesco, inglese… Quando siamo arrivati a Taipei nel 1990, lui era arcivescovo da un anno.
Ci ha affidato la parrocchia di S. Francesco Saverio e l’ostello-casa costruito nel primo periodo dei saveriani (Enrico Frassineti, Ercole Marcelli, Ermanno Zulian, Umberto Bresciani e Arnaldo De Vidi) a Taipei (1967-1971), dove oggi abitiamo. Ci ricordava: “voi l’avete costruita e donata alla diocesi”. In occasione della festa patronale della parrocchia, il 3 dicembre, mons. Ti Kang non mancava mai di partecipare. Colpiva la sua umiltà, la sua concretezza (arrivava sempre con i doni per Natale) e il suo senso di servizio. Il Signore lo accolga in Paradiso. I confratelli saveriani







