Campo estivo dei giovani a Udine
(di: Alessio Crippa e Gennaro)
Dal 4 all’11 agosto si è svolto a Udine il campo nazionale saveriano per i giovani, al quale hanno partecipato, oltre ad alcuni saveriani e una saveriana, giovani provenienti da diverse regioni italiane.
Condivisione e dedizione
Da subito abbiamo sentito il bisogno di incontrarci e di conoscerci tra noi giovani, che facevamo quest’esperienza, sentendo il desiderio di aprirci e raccontarci la nostra vita, i nostri sogni e i nostri problemi. Essendo la prima volta che ci incontravamo non è stato facile, poiché abbiamo notato un diverso modo di porsi verso l’altro. Nonostante ciò, siamo riusciti a integrarci tra noi e a mantenere i rapporti, anche dopo il campo, nonostante la distanza che ci separa.
Abbiamo vissuto l'esperienza della missione immergendoci in alcune comunità che si occupano di persone con disagi fisici e mentali e con problemi sociali. Il nostro stile è stato caratterizzato da uno spirito di condivisione, di dedizione ai servizi che ci venivano richiesti e di predisposizione all'ascolto.
Ci siamo relazionati con le persone che il Signore ha voluto che incontrassimo, con spirito di amore e di solidarietà.
Una mano sempre tesa
Ci hanno particolarmente colpito le famiglie della comunità “Giovanni XXIII”, fondata da don Oreste Benzi, perché abbiamo intuito che il loro non è solo un volontariato, ma vivono l’accoglienza degli ultimi e dei più sfortunati, instaurando un autentico rapporto affettivo.
Ci è parso che queste famiglie desiderassero raccontare la loro scelta di vita e il loro impegno affinché noi giovani non perdessimo di vista i veri valori della vita, come dedicare interamente se stessi a chi è meno fortunato di noi, porgendogli sempre una mano.
Questa "missione" ci ha segnato interiormente e ci sentiamo cresciuti spiritualmente. Abbiamo percepito così ancora di più il bisogno di donarci con umiltà al prossimo, ricordandoci che ogni persona è importante: è un fratello e una sorella a cui voler bene.
E ci piace credere che è davvero possibile rendere il mondo un'unica famiglia.








