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C’è bisogno di voi anche qui... Ma in Congo la notte fa paura!

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(Da: una Volontaria) - Padre Giovanni Pes, di Scano Montiferro (OR), e fratel Guglielmo Saderi, di Sardara (CA), tornano in Congo. Padre Giovanni ha salutato gli amici che gli domandavano: “Perché parti? C’è bisogno anche qui!”. La risposta ci viene da una volontaria che ci racconta i bisogni di lì.

Cari amici, mai come in questi ultimi mesi ho avuto pau­ra della notte e con me, credo, quasi tutti gli abitanti di Goma e del Congo. Qui non si vorrebbe mai vedere tramontare il sole, anche se il grande vul­cano è sempre là, come un faro che ci ricorda la luce.

I pericoli della notte

La notte a Goma è lunga e paurosa. Le strade diventano deserte e la gente si barrica nelle povere casette di legno. Fuori circolano manigoldi e banditi, gente armata e in divisa. Sfondano le porte, entrano in casa e commettono atti criminali. In una notte ci sono stati tre morti ammazzati nel raggio di dieci chilometri. Le forze  dell’Onu non si muovono, anche se avvisate; le au­torità locali dicono di non avere i mezzi. C’è per fortuna la povera gen­te che quando intuisce il pericolo comincia a gridare, a suonare fischietti, a battere pentole per far rumore e avvertire.

Noi missionari incoraggiamo questa iniziativa di solidarietà. Non abbiamo altri mezzi per aiutarci e per difenderci. La missione cattolica finora è stata rispettata e risparmiata. Tutti vedono che siamo agli inizi e man­chiamo di tante cose necessarie perché la missione possa accogliere tutti. La nostra chiesa è ancora una tenda da circo, piazzata in un campo dopo l’eruzione del vulcano che ha distrutto ogni cosa.

Una guerra dimenticata

La situazione sociale ed economica è sempre la stessa. La sicurezza non è garantita da nes­suno; ognuno deve pensare a se stesso. Non si può anda­re nei campi a coltivare; insegnanti e soldati sono pagati male, appena 7 euro al mese. Sta un po’ meglio chi riesce a lavorare per le organizzazioni non governative.

Speriamo che le elezioni politiche portino un cambiamento. Ma quando? Ci sono stati gli accordi di pace nel 2002; ci sono le truppe dell’Onu; c’è un governo di transizione... Ma il Congo è di nuovo vicino al baratro di una guerra aperta. Quasi quattro milioni di persone sono morte dall’inizio del conflitto, dal 1998 ad oggi, e ogni mese 30.000 civili muoiono per cause legate alla guerra. È una guerra dimenticata con il più alto numero di morti dalla fine della seconda guerra mondiale.

Quanta gente innocente dovrà ancora morire, prima che il mondo se ne accorga?



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