Skip to main content
Condividi su

I sentieri e le strade in terra battuta del Burundi sono rossi. Ma questa terra spesso è stata arrossata dal sangue innocente di tante, troppe vittime della guerra civile.

Si può parlare di genocidio reciproco, prima per gli uni e poi per gli altri, e in continuità per tanti anni. Nel massacro del maggio-giugno 1972 e poi, dall’ottobre 1993 fino al 2004, si calcolano 500mila vittime della guerra civile. Quanti innocenti che non c’entravano con la guerra!

Vittime della politica, della corsa-al-potere a tutti i costi, fomentando l’odio etnico tra hutu e tutsi.

Pochi facinorosi che hanno massacrato, e una moltitudine di massacrati innocenti, martiri della pace. In questa moltitudine di vittime, 56 sono missionari: 40 sacerdoti; 8 suore; 5 fratelli consacrati; 2 volontari laici; 1 nunzio apostolico.

I primi tre furono uccisi a Rumonge, sul lago Tanganika, nel 1881. Nel centenario dell'evangelizzazione (1998), ricordando il loro sacrificio, abbiamo messo una scritta in ferro battuto sulla facciata della chiesa, da poco costruita dal saveriano fr. Lucio Gregato. Anche noi saveriani abbiamo pagato il nostro contributo: i padri Ottorino Maule e Aldo Marchiol e la volontaria Catina Gubert, uccisi a Buyengero il 30 settembre 1995.

In comunione a tutti gli altri, hanno pagato di persona; sono testimoni di Cristo che ha dato la sua vita in “riscatto per molti”; immagini del buon Pastore che non fugge all’arrivo del lupo, che uccide e disperde. Sono in testa al corteo di una chiesa e di un popolo martire.

In questi anni, abbiamo celebrato l'Eucaristia con il nodo alla gola, con il cuore colmo di dolore e indignazione! Abbiamo gridato: “Fino a quando, Signore?”. Ripetevo spesso: “Non sprechiamo quel sangue e quelle lacrime; mettiamole nel calice di Cristo; solo lì ricevono senso e valore; diventano speranza di pace”. Queste Messe hanno dato forza al "piccolo resto" dei fedeli! La parola del vangelo ci ha consolato; il pane eucaristico ci ha nutrito di speranza.

Ci sono bambini che hanno ricevuto il nome "Nsanzurwimo", che vuol dire, (nascendo) "Ho-trovato-la-guerra". Ora, da due anni, ci sembra di sognare.

Quella speranza non è stata vana. Non poteva esserlo!



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2674.85 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Febbraio 2006
Bisogna voltare pagina SUD/NORD NOTIZIE Ciad / 1: il petrolio incendia. Il Ciad ha sul suo territorio un grande complesso petrolifero che comprende…
Edizione di Aprile 2025
Milly del Laicato Saveriano si racconta di rientro dal Bangladesh, dove ha vissuto una breve esperienza missionaria insieme ai laici Franca e Patrick…
Edizione di Marzo 2017
Dal Bangladesh arrivano due racconti su alcune celebrazioni cristiane, vissute però dalle comunità locali a maggioranza musulmana. Sono esempi che ci…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito