Arrivederci caro papà Claudio!
Ciao papà Claudio!
Sei stato e sei una persona speciale per me e la mia famiglia. Non ti dimenticheremo mai, ti porto nel mio cuore ogni giorno, e l’ultimo pensiero del giorno sei tu. Sei una delle cose belle che capitano nella vita, un dono che lascia riflessioni profonde e ricche di valore.
Mi mancheranno le tue osservazioni pratiche, vere, che col tempo diventavano preziosi consigli, i momenti di rabbia, che diventavano abbracci. Mi rimangono indelebili le occasioni in cui, nelle chiacchierate, mi dicevi sempre che la vita è un momento, che è parte di un progetto più grande delle nostre parole, più profondo dell’immenso a cui nessuno può sottrarsi, o comandare. Alle mie preoccupazioni mi rispondevi: “Lascia stare… Deve andare così… Pensa a te… Agli altri c’è chi ci pensa… Fai ciò che ti piace, divertiti”.
Sei voluto partire senza un saluto, non per caso hai voluto così, perché sai che ovunque saremo, solo pensandoti sei con noi. Ti voglio bene papà Claudio. Arrivederci.
Ricordo ancora quando scoprii chi si celava dietro le mail di informazione saveriana firmate da Claudio. Era ad una sagra della castagna, in compagnia dei suoi confratelli Carlo e Pandri. Si presentò vestito in abiti africani, con una chioma ed una barba bianchissima. Il mio primo pensiero al vederlo fu ironico: sarà arrivato davvero Babbo Natale sulla terra? Il suo modo di comunicare con SMS e mail mi riportava alla fine degli anni '90, inizio 2000. Claudio era un uomo di altri tempi. Il tempo passato in Africa aveva fatto sì che il suo tempo scorresse più lentamente. Era un uomo ancora pieno di stupore giovanile, di sorpresa verso la vita, di buona ingenuità e pura sincerità. Sapeva cogliere le emozioni altrui, l’essenza delle cose.
Ha salutato tutti con la consapevolezza di avere paura. L’ultimo sguardo che mi ha riservato sapeva di un arrivederci all’altra parte del cielo. Mi mancheranno le sue grosse risate, il suo sorriso ed il suo modo semplice di esternare le sue emozioni. Come mi scriveva lui, così gli scrivo io oggi: “Mi manchi, ti voglio bene!”. G.A.







