Argentina: due bandiere, un’unica famiglia
È stata per me una grazia immensa aver potuto trascorrere un mese intero con mio fratello Mario, senza altri pensieri se non quello di stare con lui più tempo possibile, comprendere la sua mente e il suo cuore, condividere le sofferenze e i ricordi della lunga e laboriosa vita. Ho anche cercato di percepire e imparare cosa passa nell’animo di un fratello anziano, ricco di fede e di esperienza, e ora bisognoso di assistenza.
Ringrazio il Signore per avermi dato questa grande opportunità, che desidero condividere – anche attraverso questa specie di “diario” – con i familiari e gli amici in Argentina e in Italia, con quanti hanno conosciuto e amato quest’uomo, che è vissuto interamente per la famiglia, sostenuto dalla grande donna Sonia, “la mamma”, come egli la chiama in questi lunghi giorni vissuti fisicamente separato da lei.
Ho molto apprezzato il bel servizio dei figli Maria ed Eliseo verso il papà, giorno e notte (Carlos è presente più raramente, a causa della lontananza), per fargli avere quell’affetto filiale che un genitore merita. Certo, se anche i nipoti potessero passare qualche ora con “nonno Mario”, portandogli i loro bambini, sarebbe per lui una gioia immensa, un respiro di infanzia, che rende più facile la vita in vecchiaia.







