Anno della missione: Uomini e donne di speranza
La signora Arnaboldi è delegata delle missioni nella parrocchia “Madonna delle Grazie” di Genova
San Pietro ci dice: "Adorate Cristo Signore nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi". È un invito a prepararci alla Quaresima e alla Pasqua di resurrezione. Pasqua significa risvegliare in noi e nel mondo la speranza della pace, della verità e della giustizia.
Lo slogan scelto per quest'anno, interamente dedicato alle missioni, è proprio questo: "uomini e donne di speranza". I missionari e le missionarie sono uomini e donne di speranza, sempre in prima linea per annunciare a tutti la buona novella: Cristo risorto è la speranza dell'umanità.
Nel mondo ci sono ancora miliardi di persone che non conoscono Gesù. Solo i missionari possono raggiungerle. Essi lasciano tutto e partono verso i paesi più poveri, rischiando la vita, per cercare quelle tracce lasciate dallo Spirito di Dio nelle persone, nelle culture, nelle tradizioni religiose del mondo. Seminano granelli di senape, sperando che crescano e così si manifesti l'amore di Dio.
E l'amore di Dio, senza carità, cosa sarebbe? I missionari ci fanno prendere coscienza delle problematiche del mondo, ci propongono i loro progetti e chiedono il nostro aiuto per portarli a termine.
“Cosa posso fare io?” - noi ci chiediamo. Occorre andare in missione per aiutare i missionari? Certo, molti sentono questo desiderio, ma solo pochi possono realizzarlo. Noi possiamo prendere esempio da santa Teresa del Bambino Gesù, patrona delle missioni assieme a san Francesco Saverio. Lei non è partita, ma ha passato la sua breve vita in clausura, a pregare e fare sacrifici per i missionari. Oltre la preghiera, possiamo aiutarli con altre opere già diffuse nelle nostre parrocchie.
• Con l'obolo di san Pietro , si può sostenere un seminarista negli studi, sino all'ordinazione sacerdotale, sempre in paesi poveri, dove mancano le possibilità economiche per studiare.
• Ci sono anche i missionari per l'infanzia . A questo proposito, tutte le catechiste hanno sensibilizzato le proprie classi a fare qualche rinuncia e portare il ricavato nel salvadanaio di classe, per aiutare i bambini più bisognosi. Si può diventare piccoli missionari e iscriversi, versando con una piccola somma (chiedi informazioni all'insegnante).
• Infine, c'è la possibilità di fare le adozioni a distanza di bambini e di famiglie bisognose.
Tanti si prodigano con generosità e sacrificio per le missioni. Anch'essi sono missionari.








