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p.6 Cutro fioriSe naufraga l’umanità. Medici Senza Frontiere (MSF), e non solo, reputa il decreto elaborato dal governo italiano l’ennesima beffa verso chi perde la vita in mare, una soluzione di natura quasi esclusivamente securitaria che non fermerà tragedie come quella vissuta a Cutro (oltre 90 i corpi recuperati). “Se le istituzioni italiane ed europee intendono davvero prevenire catastrofi nel Mediterraneo è indispensabile che rafforzino la capacità di ricerca e soccorso in mare, ad esempio attraverso l’attivazione di una operazione dedicata, che possa monitorare le aree critiche del Mediterraneo e prevenire ulteriori tragici naufragi. Serve una stretta collaborazione tra le istituzioni europee, i Paesi membri e la società civile”, dichiara Marco Bertotto, direttore dei programmi di MSF Italia. In Tunisia, intanto, decine di migranti dell’Africa occidentale si sono accampati davanti alle ambasciate dei loro Paesi, dopo essere stati cacciati dalle proprie case, in seguito alle misure annunciate dal presidente Kais Saied contro i migranti “illegali”.

Pakistan e India: persecuzioni. Comunità cristiane, induisti, e organizzazioni della società civile in Pakistan hanno accolto con favore la recente dichiarazione presentata al Consiglio Onu dei Diritti umani sul fenomeno del rapimento, conversione religiosa forzata e matrimonio forzato di ragazze appartenenti alle minoranze religiose, soprattutto cristiane e indù. I casi sono sempre più in aumento, con il coinvolgimento delle autorità religiose e la complicità delle forze di sicurezza e del sistema giudiziario. E a Delhi, in India, i cristiani hanno voluto denunciare l’aumento delle ostilità da parte dei nazionalisti indhù. La polizia fa fatica a calmare le tensioni. Nel 2022 si sono registrati quasi 600 episodi di violenza. Il momento è dunque particolarmente preoccupante, soprattutto perché c’è un netto contrasto tra la libertà di culto garantita dalla costituzione e le carenti risposte del governo.

Myanmar: s’aggrava il conflitto. Sono oltre mille i giovani cresimati nella diocesi di Myitkyina, nel nord del Myanmar. Purtroppo, però, le Nazioni Unite hanno riferito di una nuova fiammata nel confronto armato tra esercito e gruppi ribelli delle “Forze di Difesa popolare”, soprattutto nello stato (a maggioranza cristiana) di Kayah, al confine con la Thailandia. Nella diocesi di Loikaw numerose chiese e conventi sono attualmente utilizzati come campi di accoglienza per gli sfollati interni. I gruppi per i diritti umani accusano l'esercito di uccisioni extragiudiziali, torture e ingiuste detenzioni e chiedono il deferimento della Giunta militare alla Corte Penale Internazionale.

p.6 Bola Tinubur ReutersNigeria: elezioni contestate. Un comitato per riconciliarsi con i candidati sconfitti. È una delle prime decisione adottate dal Presidente eletto della Nigeria, Bola Tinubu, per riavvicinarsi a chi ha contestato le elezioni del 25 febbraio. Tinubu, ex governatore dello Stato di Lagos, musulmano, è emerso vittorioso con lo slogan “È il mio turno!”. Ma la mappa politica della Nigeria vede contrapposte più che le appartenenze religiose quelle geografiche ed etniche. I vescovi nigeriani nel loro messaggio in cui ravvisano alcune gravi mancanze nello svolgimento del voto, invitano la popolazione alla calma, rispettando la legge e continuando a pregare per il bene del Paese.

p.6 Firenze Catena Uffizi E4PPer finire la guerra. Gli Stati Uniti sono diventati protagonisti a pieno titolo del conflitto in Ucraina insieme alla Russia. Non c’è spazio per un ruolo dell’Unione Europea, della Cina, della Turchia, o dell’Ucraina stessa. Non c’è nulla che indichi criteri per un percorso parallelo di attività diplomatica. Nell’opinione pubblica, però, c’è la crescente consapevolezza che la guerra debba essere conclusa. Le iniziative del movimento per la pace in molti paesi europei, per il primo anniversario della guerra, sono state forse meno estese di quanto si potesse sperare (Italia esclusa). Ma l’unico successo a cui possono aspirare i pacifisti è un’iniziativa politica e diplomatica che possa portare ad un cessate il fuoco e a negoziati di pace. Per questo EuropeforPeace ha accettato l’invito dell’International Peace Bureau per co-organizzare un vertice internazionale per la pace il 10 e 11 giugno 2023 a Vienna, dove ha sede l’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. È il luogo e il momento giusto (Rete Italiana Pace e Disarmo).

L’iniziativa

La Campagna 070

p.6 campagna 070“Rilanciare e mantenere l’impegno per destinare entro il 2030 lo 0,70% del Reddito Nazionale Lordo alla solidarietà internazionale non è un’elemosina, ma un’azione di pace da compiere insieme - con gli Organismi Internazionali, tenendo conto dei tanti missionari presenti in tutto il mondo - e attraverso interventi che possano aiutare le persone a partire e a restare. Bisogna passare dalle enunciazioni agli impegni precisi, a progetti di cooperazione internazionale che sostengano lo sviluppo. Perché se non c’è sviluppo, non c’è pace e non c’è giustizia”. Lo ha affermato il Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, all’incontro per la promozione della “Campagna 070” che chiede di destinare, entro il 2030, lo 0,70% del Reddito Nazionale Lordo a sostegno delle attività di cooperazione e solidarietà internazionale.

Una storia speciale

Mons. Mencuccini, missionario-motociclista

p.6 Mencuccini Giulio motoA cavallo della sua “due ruote” ha macinato chilometri sulle strade impervie del Kalimantan occidentale. Ha visitato villaggi, celebrato l'Eucarestia e donato Sacramenti, ha tenuto catechesi in mezzo a bambini, giovani e adulti, ha portato l'annuncio del Vangelo a gruppi indigeni che non avevano mai sentito parlare di Cristo Gesù, ha condotto carovane con aiuti umanitari, o semplicemente ha compiuto lunghi viaggi per trascorrere qualche giorno con comunità in luoghi remoti, che vedevano un sacerdote molto di rado. Per questo il vescovo Giulio Mencuccini, della Congregazione della Passione (i cosiddetti "Passionisti"), è noto a tutti come il “missionario in motocicletta”, il mezzo di trasporto che ha accompagnato i suoi 48 anni di opera missionaria nelle foreste del Borneo Indonesiano. L’anno scorso, ha passato volentieri, con la gioia nel cuore, la guida della diocesi di Sanggau, al confratello indonesiano Valentinus Saeng. Ora, tutte le diocesi dell'Indonesia sono guidate da vescovi indonesiani; mons. Mencuccini era l’ultimo vescovo straniero (e missionario) della nazione.

Le voci dalla missione

Siria, stop alle sanzioni, la gente è allo stremo!

Mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI, è stato in Siria e Libano per una settimana. Ecco le sue impressioni.

“Sono stato in diverse località, in particolare a Damasco, Homs ed Aleppo, prima di raggiungere Beirut. Ho visto una realtà drammatica, e forse la vera sorpresa è stata la situazione del Libano. Oltre alla verifica dei progetti messi in campo, lo scopo era manifestare la vicinanza della Chiesa italiana a quelle popolazioni molto provate. In Siria, dal 2011, sono morte 500mila persone su 40 milioni di abitanti: circa 26mila erano minori. Una guerra sanguinosa, alla quale hanno partecipato anche Paesi stranieri. E che sta provocando una continua emigrazione verso l’estero. Non è possibile guardare a questi fratelli che approdano sulle nostre coste senza guardare al punto di partenza. Da quelle parti, come se non bastasse, c’è una grave crisi sanitaria. C’è una crisi finanziaria spaventosa che, dopo l’esplosione del 4 agosto 2020 al porto di Beirut, si è ulteriormente aggravata: oggi anche molti dipendenti statali libanesi non riescono a pagare la benzina per rifornire le auto con cui vanno al lavoro. Naturalmente, con l’arricchimento di alcuni ai danni della massa.
Il terremoto ha provocato una grave crisi abitativa, con relativo sfollamento di massa. I danni si registrano soprattutto nelle zone del nord della Siria, occupate dall’Isis, dove ci sono alcuni villaggi cristiani. Oltre il 90% della popolazione siriana vive sotto il livello di povertà. Eppure, abbiamo avuto modo di vedere testimonianze di fede impressionanti. Ecco, non possiamo pensare ai siriani soltanto per gli sbarchi. Anche se si parla della sospensione delle sanzioni, lì ancora non si vedono gli esiti. Non si può fare una Tac in ospedale perché non arrivano i pezzi di ricambio. Le sanzioni colpiscono il popolo e arricchiscono qualcun altro. Ho visto le croci realizzate da una comunità di suore, fatte con proiettili e spezzoni di mortai. Ho percepito il disagio psicologico di quella gente, soprattutto osservando i disegni dei bambini nelle scuole elementari. Come possiamo raccontare un mondo diverso se ci sono dei bimbi nati dopo il 2011, che hanno visto soltanto distruzione e morti?”.



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