“Àncòra A-mare”
Si è svolto, dal 27 giugno al 2 luglio, il campo estivo 2026. L’iniziativa scaturisce dal profondo desiderio di far conoscere la dimensione missionaria, contestualizzandola nell’epoca attuale, per trasmettere un messaggio chiaro: anche l’Italia è terra di missione, soprattutto alla luce della presente crisi spirituale. L’obiettivo era offrire ai giovani un impulso concreto alla socialità, senza mai prescindere dalla presenza della Parola di Dio, fornendo loro una prospettiva di fede più ampia, consapevole e matura.
Il tema di quest’anno era “Àncòra A-mare”, percorso fortemente incentrato sulla vocazione fondamentale di ogni cristiano: l’amore verso il prossimo. Questo filo conduttore si sviluppava poi, giorno per giorno, in diversi modi e attività. Ogni giornata era impreziosita da intensi momenti di preghiera e dalle testimonianze di varie figure del territorio e della comunità. Le testimonianze hanno ampliato gli orizzonti dei ragazzi, permettendo loro di conoscere chi avevano di fronte e di maturare una nuova consapevolezza verso chi vive al loro fianco.
Il cammino è iniziato il primo giorno con al centro due concetti fondamentali: sentirsi amati e imparare ad amarsi. L’accoglienza, i giochi di conoscenza, la condivisione del pranzo hanno permesso ai ragazzi di rompere il ghiaccio e di entrare subito in un clima di autentica comunità. Attraverso i primi momenti di preghiera guidata al Vangelo, è stato piantato il seme della riflessione: solo riconoscendosi amati e imparando a volersi bene è possibile aprirsi davvero agli altri nella vita di tutti i giorni, in famiglia, a scuola, in parrocchia e nei luoghi di ritrovo quotidiani. Ad arricchire la giornata c’è stata la testimonianza di vita e missione di p. Vittorio, particolarmente apprezzata dai ragazzi.
Nel secondo giorno, il tema si è concentrato sul sentirsi amati da Dio. Dopo le preghiere mattutine, abbiamo ascoltato la Saveriana Antonella, che ha raccontato la sua storia e la preziosa esperienza vissuta per dieci anni in Thailandia. A seguire, attraverso il laboratorio “Trova lo straordinario nell'ordinario”, i ragazzi sono stati invitati a passeggiare nei dintorni e a fotografare la bellezza nascosta nei dettagli della quotidianità, per imparare a scorgere la presenza di Dio nelle cose più semplici. Nel pomeriggio, un altro momento di ascolto con Antonio Bonifacio, responsabile dell’assistenza ai senza fissa dimora. Ha raccontato il servizio presso la Casa Saveriana di Salerno, luogo dedicato all’accoglienza di chi vive per strada e in stato di abbandono. Agli ospiti è concessa la possibilità di riscattarsi, studiare e lavorare.
La terza giornata è stata interamente dedicata a socialità, condivisione e fraternità. Il momento culminante della serata è stato l’evento multietnico: una festa animata da abiti tradizionali, piatti tipici, danze e giochi di varie culture, che ha permesso ai ragazzi di toccare con mano quanto la diversità rappresenti una ricchezza e quanto la missione sia, per sua natura, un’accoglienza senza confini.
Nel quarto giorno, il percorso ha raggiunto uno dei suoi vertici con la parola chiave “Sentirsi chiamati”. I ragazzi, suddivisi in gruppi, hanno vissuto un’esperienza diretta di servizio presso tre diverse realtà dove si fa fronte a sofferenza ed emarginazione, tra case di riposo e centri di volontariato.
La quinta giornata è stata segnata da un’importante uscita e dall’incontro diocesano. Il gruppo si è messo in viaggio verso Potenza per incontrare la comunità locale, i giovani e i seminaristi. L’accoglienza in parrocchia, il saluto dell’Arcivescovo, la preghiera guidata sui testi della Lettera ai Romani e le dinamiche formative hanno mostrato ai ragazzi il volto di una Chiesa viva, giovane e in cammino. La giornata si è poi conclusa con momenti di svago, la visita alla cripta e un giro animato della città.
L’ultimo giorno, infine, è stato dedicato al momento della verifica e della restituzione. I ragazzi hanno ripercorso le tappe vissute durante la settimana e hanno preparato il momento finale di condivisione, culminato con lo scambio del simbolo del campo. S’è chiusa così un'esperienza intensa in un clima di profonda gratitudine e di festa condivisa.







