Amazzonia, polmone saccheggiato
Nel 2023, l’Amazzonia brasiliana ha sofferto la più grande siccità degli ultimi 120 anni. Il livello dell’acqua dei fiumi, compreso il grande Rio delle Amazzoni, è sceso a livelli inimmaginabili, a grave scapito della vita della gente: di tutti, ma specialmente dei più poveri. I cambiamenti climatici sono un fatto sempre più evidente nel nostro Pianeta e l’Amazzonia, considerata appunto il suo grande polmone, sta soffrendo le conseguenze dei fenomeni globali, ma anche la mancata cura di chi lo abita. Fenomeni come “El Niño”, la deforestazione, il latifondo con l’allevamento del bestiame e con la monocultura, le miniere, le dighe con i laghi artificiali, hanno causato siccità estreme e sempre più prolungate. A ciò si aggiunge l’inquinamento delle acque e quindi il difficile accesso all’acqua potabile e all’alimento per la sopravvivenza, soprattutto dei più poveri.
La Pan-Amazzonia è formata da Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Guyana Francese, Suriname e vi vivono circa 33 milioni di persone, 3 dei quali indigeni che, assieme alle comunità tradizionali e costiere, subiscono sulla loro pelle le conseguenze di una situazione sempre più preoccupante. Venendo meno i proventi, le persone sopravvivono con aiuti governativi o di istituzioni caritative, tra cui la Chiesa cattolica.
Papa Francesco, nella Laudato Si’, considera il grido della Terra e il grido dei Poveri come due facce di una stessa moneta. La cura della casa comune non è procrastinabile e dev’essere impegno di tutti. Molti governi, mossi da interessi economici e forzati da gruppi di potere, chiudono gli occhi davanti alla Natura aggredita, specialmente in Amazzonia. La negligenza nell’osservanza della legge, l’assenza di controlli, la corruzione è tutto quanto sta avvenendo. Da un’altra parte, gli appelli internazionali non hanno forza sufficiente e i governi continuano a saccheggiare la Natura nella regione amazzonica.
Ciascuno di noi, come battezzati e battezzate, le chiese locali, le congregazioni religiose, la Chiesa tutta è chiamata a rendersi conto dell’urgenza del rispetto inviolabile della Natura, promuovendo la pratica della conversione ecologica. Le diverse pastorali e, in Amazzonia, la “Rete Ecclesiale Pan-Amazzonica (REPAM)” possono accompagnare in modo significativo questo cammino. E mai dimenticare che siamo tutti coinvolti in una missione comune da assumere subito e così cercare di rovesciare un gioco troppo serio, che stiamo per perdere.







