Alleanza contro la Fame
Il messaggio per la giornata mondiale
Roma, 16 ottobre 2003: Giornata mondiale dell'Alimentazione, promossa dalla Fao. Pochi se ne sono accorti. Ma il Papa ha "approfittato" per far sentire la voce della chiesa, dalla parte dell'umanità affamata. Pubblichiamo alcuni stralci del messaggio.
Fame e malnutrizione mettono quotidianamente a rischio la sopravvivenza di tanti nostri fratelli e sorelle. Il tema di quest’anno, Alleanza Mondiale contro la Fame, conferma che la fame e le tensioni da essa generate potranno essere superate solo da interventi rapidi ed efficaci, frutto di comuni volontà e di sforzi congiunti.
L’Alleanza è una garanzia per conseguire risultati concreti e deve trarre forza da una rinnovata comprensione del multi lateralismo.
Affinché questo multi lateralismo sia efficace deve essere fondato sull’idea di una comunità internazionale quale "famiglia di nazioni", impegnata a perseguire il bene comune universale. Pertanto, realizzare questa Alleanza richiede l’esercizio della solidarietà da parte dei governi, delle organizzazioni internazionali, degli uomini e donne di tutti i continenti, in una responsabilità collettiva e condivisa per il bene comune e lo sviluppo dei più poveri.
Gli eventi naturali e le condizioni ambientali hanno certamente una loro responsabilità in questa tragedia. Ma va riconosciuto che a creare o ad aggravare le ingiustizie socio-economiche contribuiscono l’assenza di buon governo, l’avanzare di sistemi ideologici e politici distanti dall’idea di solidarietà, l’ampliarsi di guerre e conflitti che contraddicono i fondamentali principi della convivenza internazionale, creando ed aggravando ingiustizie socio-economiche.
Per superare tale penosa situazione non servono altre forme di violenza contro la vita, ma l’instaurazione di un ordine internazionale ispirato dalla giustizia e animato dalla fraternità.
I paesi economicamente più poveri si trovano spesso costretti a privilegiare una lavorazione intensiva delle terre per commercializzare i loro prodotti tipici, nella speranza di corrispondere ai ritmi imposti dal mercato mondiale. In tal modo, abbandonando tecniche di coltivazione basate sul rapporto tra produzione e bisogni, tra varietà di specie e tutela dell’ambiente, si allarga quel "circolo della povertà" che è la causa primaria della malnutrizione e della fame.
La Chiesa desidera svolgere un suo ruolo in questa "Alleanza mondiale contro la fame", impegnandosi nel promuovere la solidarietà, in modo che questa informi e connoti rapporti personali e sociali. La chiesa vuole essere fedele all’esempio e all’insegnamento del suo Fondatore, convinta che un possibile significato dell’Alleanza è la riconciliazione con Dio e tra le persone, strumento privilegiato per superare ostacoli e divisioni. La solidarietà evita che il vuoto provocato dalla mancanza di valori venga colmato da egoismi e conflitti.
Per questo chiedo alle comunità cristiane, ai credenti e a tutti gli uomini e donne di buona volontà di vivere ed operare sempre più al servizio dei poveri e degli affamati, in modo che si realizzi una vera riconciliazione tra le persone e tra i popoli. Partecipare attivamente alla lotta solidale e concertata contro la miseria e la fame significa concorrere ad instaurare un’azione, meglio programmata e più risoluta, in favore della giustizia e della pace.
In questo sforzo ci sia di sostegno l’invito che la Bibbia rivolge ad ogni membro della famiglia umana:
"Se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora sarai come una sorgente che non si prosciuga" (Is. 58,10-11).







