Adamou, il Buon Samaritano
Silvia, saveriana di Frascati (RM), attualmente vicaria generale, ricorda un episodio vissuto cinque anni fa in Ciad.
Viaggiavo in macchina con due suore di altre congregazioni, una senegalese e l’altra burundese, per partecipare a un incontro nazionale. La strada era a brandelli e c’era un sole infuocato. Uno dopo l’altro, i due pneumatici della macchina hanno ceduto. Non avevo più ruota di scorta ed eravamo lontane da qualsiasi officina meccanica.
Quel giorno la strada, percorsa di solito da poche macchine, era ancora meno frequentata, perché nella cittadina davanti a noi c’era il presidente in visita. Ci sentivamo veramente a terra - come le gomme! - e io ero pronta a incamminarmi verso quella cittadina, a 20 chilometri di distanza, sperando comunque in un passaggio.
Un camioncino scalcinato…
Stavo per lasciare le due suore, quando è arrivato un camioncino scalcinato, stracarico di fusti. Uno sconosciuto, vestito poveramente, vista la situazione, scese e ci offrì il suo aiuto. Prese una delle ruote da riparare, sciolse con pazienza i nodi della corda che teneva i fusti, assicurò la ruota perché non cadesse, e mi trovò un posticino in cabina. Parlava appena un po’ il francese. Mi spiegò che era di origine nigeriana, musulmano, di lingua haussa che naturalmente non conosco.
Trovammo la cittadina quasi deserta. I militari ne controllavano gli accessi principali e si poteva entrare soltanto da strade laterali che lui solo conosceva. I negozietti e il mercato erano chiusi.
Andata e ritorno, senza ricompensa
L’uomo mi lasciò presso i commercianti Sudanesi che dovevano riempirgli i fusti di petrolio per il suo padrone. Lui se ne andò in mototaxi alla difficile ricerca di un pneumatico e di un riparatore. Dopo tempo e fatica, riuscì nell’impresa. Con mia gradita sorpresa, dopo aver caricato i fusti pieni sul camioncino, prese la strada del ritorno e mi riportò là dove le mie compagne di viaggio mi aspettavano da tre ore, accanto alla macchina. E lui stesso volle montare la ruota.
Strada facendo, pensavo a come sdebitarmi con lui.
Quando, salutandolo, volevo fargli scivolare dei soldi in mano, lui rifiutò categoricamente e con un bel sorriso pronunciò su di me una delle loro più belle benedizioni…
Quell’uomo si chiamava Adamou, ma per me fu “il Buon Samaritano” e non lo dimenticherò mai, insieme a tante altre persone che ci hanno fatto del bene.







