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Le confidenze di un giovane saveriano

Sono un giovane spagnolo, missionario saveriano, e cerco di seguire Gesù. Ho completato gli studi di teologia a Parma. Prima di partire per la missione in Asia, ho vissuto un anno nella comunità saveriana di Desio (MI). È una comunità composta da anziani e da giovani, uniti dallo stesso ideale missionario che ci ha trasmesso il beato Conforti. È stato un anno pieno di carezze del Signore. Mi viene in mente quando ero piccolo e vivevo con due miei nonni. Ricordo mia madre, che si faceva in quattro per servirli con grande amore, oltre a provvedere al marito e ai sei figli!

Ho fatto un patto con Dio

Ho visitato molte scuole, oratori e parrocchie. La realtà culturale e religiosa della Brianza è diversa da quella di Parma. Ho l’impressione che il popolo brianzolo sia abbastanza legato alla bella tradizione del culto domenicale; un po' meno all'accoglienza delle persone impoverite e nel bisogno.

Mi rendo conto che la strada da percorrere è ancora tanta! Dopo alcuni anni di preghiera e sofferenza, di dubbi e ripensamenti, sono riuscito a giungere a un "patto" con Dio Padre. Gli ho detto: “accetto la sfida che mi lanci e ti offro la vita, per ciò che tu preparerai ogni giorno per me”. Mi piace vivere in Gesù, per Gesù e con Gesù. Vorrei comunicare a tutti la bellezza della vita cristiana.

Credo che ogni persona è santa, perché Dio abita nel suo cuore. La strada della scoperta di questo volto santo dentro di noi dura tutta la vita. Io cercherò, come missionario che vive in comunità, di condividere tutto l'amore che Dio mi regala e di accogliere l'amore che gli altri regalano a me.

Ho conosciuto i “carissimi”

In quest'anno trascorso a Desio ho conosciuto tante persone anche al di fuori della nostra comunità. Per esempio, nella “comunità Betania" di fratel Ettore, morto lo stesso giorno in cui io arrivai a Desio. Una felice coincidenza! Caro fratello Ettore, sono certo che il Signore ti stia coccolando, in cielo, insieme ai tuoi “carissimi”! Ti penso in paradiso, con tante persone sofferenti che ti riempiono di gioia.

È incredibile vedere come nella ricca Lombardia ci siano tante persone che non riescono a inserirsi nel mondo del lavoro, della festa, delle relazioni umane! Quando avete un po’ di tempo, andate e chiedete di essere ospitate a pranzo o a cena da loro: saranno felici di accogliervi. Provare per credere! Portate però qualcosa da condividere, perché nella comunità Betania vivono di provvidenza, sul serio.

Simone ed io, della comunità di Desio, abbiamo partecipato al funerale di Giovanni Paolo II, insieme a loro. C'era un silenzio impressionante. Alcuni ospiti hanno resistito per ore e ore sulla carrozzina. Ad entrambi ci resta un ricordo incancellabile di quella festa mondiale, che è stato l'addio al papa polacco.

Non temete, una volta al giorno

Durante l’anno, ho partecipato anche alla scuola del centro missionario di Milano e al corso sull'islam a Seregno, dai monaci olivetani. Lo studio è molto utile per la persona che si apre al mondo. Spero che ci siano sempre più corsi aperti a tutti. Ho anche condiviso il mio cammino con molti giovani che raccolgono la sfida della missione. Vivere un ideale da soli è faticoso. Abbiamo bisogno di sognare insieme ad altri. Ho vissuto le gioie e i dolori di alcuni gruppi missionari della zona, meno numerosi di prima, ma molto entusiasti e con l'idea di aprire la porta al regno di Dio, che bussa anche attraverso gli immigrati.

La società ci ispira paura, diffidenza. Ormai vediamo terroristi dappertutto, addirittura tra i nostri vicini di casa. La paura ci blocca. Ma la Parola di Dio ci dice - più di 300 volte, quasi una per ogni giorno dell’anno! - di non temere. Forse le finestre del nostro cuore sono sporche e vediamo tutto poco chiaro. Il Signore ci aiuta a pulire le nostre finestre e a vedere con cuore puro, un cuore pieno di Gesù.

Noi non possiamo azzardare di essere i giudici del mondo. Ci penserà Dio a togliere l'erba cattiva al momento giusto.



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