Abbiamo ravvivato il dono di Dio, 1958-2008: giubileo sacerdotale
Il 1958 è stato un anno privilegiato per i missionari saveriani, con ben 41 nuovi sacerdoti pronti a partire per le missioni. L'anno seguente qualcuno di loro era già sul campo di lavoro: p. Alessandro Galeani in Giappone, p. Vinio Corda in Indonesia, p. Francesco Sozzi e p. Leone Occhio in Brasile...
Dopo 50 anni di ordinazione sacerdotale, abbiamo voluto ritrovarci per celebrare insieme il nostro giubileo, dal 16 al 25 giugno scorso. Abbiamo fatto la memoria dei confratelli che ci hanno preceduto nella casa del Padre (17 dei 41 ordinati), tra cui p. Giovanni Didonè e p. Aldo Marchiol, martirizzati in Africa. Abbiamo ricordato quelli che, per motivi di salute o di impegni, non hanno potuto partecipare.
Tre esperienze comuni
Nell'accogliente casa saveriana di Tavernerio, dei 24 superstiti eravamo riuniti ben 17, provenienti da ogni parte del mondo e con una grande voglia di dirci tante cose, di cantare, di ringraziare e di benedire. Ci siamo soffermati su tre esperienze vissute da tutti, anche se in modi diversi.
L'esperienza dell'aiuto fraterno. Davanti a tanti problemi, difficoltà e pericoli, molte volte la parola, la vicinanza e la costanza dei confratelli ci hanno aiutato a camminare sicuri nella fedeltà ai nostri impegni.
L'esperienza della misericordia di Dio. Coscienti di tante nostre debolezze, non ci siamo sentiti eroi, ma sempre bisognosi della misericordia di Dio. Nel santuario della Madonna Nera di Einsiedeln, durante la Messa presieduta da p. Bertazza, abbiamo chiesto il perdono vicendevole, perché avremmo potuto essere missionari più santi.
L'esperienza del Magnificat. Nessuno si è messo a raccontare ciò che ha fatto, ma tutti abbiamo sentito il bisogno profondo di ringraziare Dio per le sue meraviglie, oggi e sempre. E insieme al Signore, abbiamo ringraziato gli amici e i benefattori, che sempre ci hanno accompagnato nelle diverse peripezie della vita missionaria. Un grazie speciale l'abbiamo riservato per le nostre mamme, nel cui cuore è nata la nostra vocazione.
A Parma e La Verna
Il vertice del nostro 50.mo è stata la solenne celebrazione nel santuario della casa madre dei saveriani a Parma, con i missionari anziani e giovani, i parenti e gli amici, tutti uniti nel nome del beato Conforti. Ha presieduto la celebrazione p. Rino Benzoni, il nostro superiore generale. Sembrava di udire le parole del Conforti, quando inviava i suoi missionari in Cina dicendo: "andate... fate del mondo una sola famiglia".
Dopo la tappa al santuario della Madonna di Fontanellato, caro al nostro fondatore e a tutti noi, siamo partiti per La Verna, la montagna di Francesco d'Assisi e di Guido Conforti. Le rocce, il luogo solitario, il letto di Francesco levigato sulla pietra viva, la cappella delle stimmate, la Madonna degli angeli, tutti luoghi attorniati da un verde intenso, ci hanno avvolti nel silenzio e nella pace.
Qui ci siamo salutati e abbracciati, con la stessa benedizione di Francesco a frate Leone: "Il Signore ti guardi e benedica, volti la sua faccia verso di te. Il Signore abbia di te misericordia e ti dia la pace. Il Signore ti dia la sua santa benedizione!". Pace e bene a tutti.
Rivedremo i volti di tutti
Abbiamo ascoltato l'invito di Gesù: "Venite con me in un luogo solitario". Ci siamo ritrovati insieme, ognuno accompagnato dai propri problemi, ma insieme li abbiamo alleggeriti. Insieme abbiamo ravvivato il "dono di Dio" e, arricchiti dalle esperienze di tutti, torneremo presto alle nostre missioni.
Rivedremo il volto sorridente di ciascuno di noi. E ci faremo coraggio lungo il cammino.








