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Siamo al giro di boa del secolo e del millennio: tempo unico, decisivo per le sorti dell'umanità; è il conto alla rovescia... tempo stretto per decidersi e impegnarsi. queste tendenze dell'uomo: violenze, desiderio di far soffrire, incapacità di collaborazione, di fedeltà. In Sierra Leone, Zaire, Burundi, Bosnia, Kossovo ne constatiamo ogni giorno gli scenari più orridi dei nostri tempi moderni.

Ricordi il conto alla rovescia prima che si scatenasse nel Golfo la Tempesta del deserto? E le altre volte per la Bosnia, il Kossovo; si cercava di fermare in tempo il pazzo di turno che per i suoi interessi metteva all'asta la vita di tante persone. La  Tv ci ammannisce periodicamente lo stesso conto alla rovescia per le gare atletiche, e di ogni sport. Cose diverse, ma che in qualche modo palesano la stessa urgenza di decisione e impegno.

A Capodanno, quest'anno, mi son tolto la voglia di assistere alla famosa kermesse televisiva di fine d'anno; dividi ogni settore, montagne di chiacchiere, mentre trascorrevano lente le ore. Il vero conto alla rovescia cominciò da lontano, ma entrò nel vivo solo all'ultima ora, quando si cominciò a marcare i minuti e velocemente i secondi fino al fatidico botto per indicare la linea di demarcazione: unione e divisione tra il passato e il futuro tenuti insieme da uno sfuggente presente.

L'evento è stato salutato da scoppi di gioia, canti, grida, abbracci, tintinnio di bicchieri, spruzzi di spumante, mentre all'esterno infuriava una vera guerra di botti di ogni dimensione, alternati da colpi di fucile; ognuno salutava a modo suo.

È il rito pagano che lascia in disparte l'altro, il Padre del Cielo. Andando a letto osservai le lancette della sveglia: continuavano la loro corsa attraverso giorni, minuti e secondi; il tempo continuava a portare sul suo carro ogni uomo al suo traguardo personalizzato; ebbrezza e finitezza in un abbraccio senza fine. In Sierra Leone ho trascorso diversi "fine d'anno"; mi piaceva trascorrerli in solitario, coi miei pensieri e sentimenti contemplando il cielo carico di stelle col sottofondo del flusso e riflusso dell'oceano che mi stava davanti; tranquillità rotta di tanto in tanto dallo svolazzare d'un rapace o dal fruscio del piccolo carnivoro alla ricerca del cibo.

Uomo e natura: due misteri creati per integrarsi, ma sempre a confronto in perpetua dialettica a causa dell'uomo. L'uomo fin dalle origini ha avuto la tentazione della sopraffazione, sia nei riguardi dei suoi simili come della natura; sembra che abbia nel suo DNA l'istinto della violenza, alla curiosità e all'insubordinazione. La storia potrebbe essere lo specchio di questo suo essere: la guerra in tutte le sue manifestazioni ha esaltato in negativo queste tendenze dell'uomo: violenze, desiderio di far soffrire, incapacità di collaborazione, di fedeltà.

In Sierra Leone, Zaire, Burundi, Bosnia, Kossovo ne constatiamo ogni giorno gli scenari più orridi dei nostri tempi moderni.

Misterioso è il fatto che l'uomo si diverta a polverizzare quanto prima ha costruito con tanta fatica. E la sua curiosità? Lo vedi frugare nell'universo, come farebbe un bambino che ha avuto in mano la cassaforte di papà e mamma e gioca incoscientemente con ciò che trova, senza preoccuparsi dei guai che sta combinando.

Basta guardarci attorno; come nuovo Prometeo ha lanciato la sua sfida: la fisica cerca la quinta dimensione; i laboratori sono riusciti a telespostare l'atomo, l'ingegneria sta migliorando "il patrimonio genetico" dei robot, come in competizione con l'uomo; nella genetica si cercano tecnologie di DNA ricombinate, clonazione di mammiferi, alterazione genetica di alimenti, mappatura del genoma umano, sperimentazioni sugli embrioni.

Ma intanto anche la natura si fa sentire e reagisce a questi stravolgimenti: desertificazione dei terreni sfruttati a monocoltura,  alluvioni, smottamenti, siccità a causa dei disboscamenti, furia spaventosa di uragani in America e Cina, nuove malattie: AIDS, tumori. Il Padrone purtroppo resta assente, ma quando tornerà che farà? Com'era bella la serata stellata in Africa: Dio lo sentivi quasi palpabile.



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