A corrente… alternata e malaria
L’elettricità era prodotta da un generatore locale. Si trovava solo nei centri più grandi e solo per qualche ora della notte. In Abaeté l’energia c’era dalle 18 alle 21 e solo per illuminazione. Era proibito usare qualsiasi apparecchio, come frigorifico, televisore, giradischi... Se qualcuno abusava, il generatore non resisteva. Allora gli operatori staccavano la corrente in una parte della città, poi riattaccavano. In quel momento il voltaggio, raddoppiato, bruciava lampade e apparecchi accesi! Una volta ci hanno bruciato tutte le lampade della chiesa.
In quel tempo c’è stata anche un’epidemia di malaria che portò al cimitero circa 400 persone in tre mesi (vi ricorda qualcosa di più attuale?). Nelle case c’erano molti ammalati, stesi nelle loro amache, con febbre alta. Non c’era nessuno che potesse dare neanche un bicchiere d’acqua. Finalmente, arriva una radicale disinfestazione che vince la malaria. Ma anche la mortalità delle mamme, specialmente giovani, era molto alta. Una febbre alta, dopo il parto, provocava facilmente la morte. È per questo che, più tardi, nasce il Centro Medico, diretto dalle missionarie saveriane. Sono state tante le vite salvate dalla materna attenzione delle nostre sorelle.
Nel 1981 la Prelazia di Abaeté do Tocantins è diventata diocesi di Abaetetuba, con una ventina di parrocchie, una dozzina di presbiteri diocesani, strade asfaltate e molte strutture sociali. Negli ultimi anni c’è stata, in tutti i campi, una notevole crescita. Ma occorre, ancora evangelizzare. Ci sarà qualcun altro che voglia avventurarsi in questa misteriosa Amazzonia?







