Dono, trasformazione, relazione
P. Gilbert Mbula, dopo due anni trascorsi a Roma per lo studio della Teologia Spirituale, è partito per il Camerun dove lavorerà nella formazione dei futuri missionari.
Il Vangelo di Luca si apre così: “Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi…”. Facendo riferimento alle parole di Luca vorrei condividere l’itinerario vissuto, quanto veduto e goduto in questi due anni trascorsi a Roma, rendendo grazie: dono, trasformazione e relazione.
Non sono stati soltanto anni di attività accademiche. Ho vissuto momenti di esperienza concreta e di crescita. Ecco perché sono convito che queste parole accompagneranno e illumineranno anche il nuovo cammino missionario, la mia esperienza in terre sconosciute.
Dono. Il periodo trascorso a Roma, soprattutto in epoca d’emergenza, mi ha permesso di affermare che la vita è un dono. Come tutti i doni, crea in me responsabilità. Ho ricevuto tutto gratuitamente. Ora, c’è ancora un lungo cammino da percorrere. Spero, per il presente e per il futuro, di potermi impegnare a custodire e a promuovere con gratitudine, dinamicità, intraprendenza e creatività quest’amore di Dio vissuto e sperimentato come regalo.
Trasformazione. Il dono, una volta ricevuto, produce una trasformazione. Dal punto di vista della nostra formazione cristiana e missionaria, la trasformazione deve cambiare anzitutto se stessi. Riceviamo per fare della nostra stessa vita un’offerta, ma dobbiamo lasciare che l’azione di Dio produca i suoi frutti in noi. La trasformazione, che mi porto come ricordo di questi anni, è quella di riconoscere quanto Dio fa in me e attraverso me. La sfida, oltre ad aprirmi con fede alla novità e alle sorprese della vita, è lasciarmi-essere e lasciarmi-dire da Dio, rendendo grazie.
Relazione. Ci sono obiettivi che non possiamo raggiungere da soli nella vita. Camminiamo verso un modello di relazione come opportunità e metodo per impostare tutta la nostra esistenza. Non basta sapere dove vogliamo arrivare, bisogna anche considerare un cammino, un metodo e i mezzi per arrivarci. Non c’è dubbio per me, dopo tutto quanto vissuto in questo periodo, che la relazione costituisca il punto di partenza.
Dono, trasformazione e relazione, uniti, costituiscono un insieme sinfonico che apre un cammino spirituale, formativo e pastorale. Per cui, non si finisce mai di imparare, ma soprattutto non ci si può mai considerare autosufficienti. Ci sarà sempre bisogno dei fratelli, di riconoscere che la nostra esistenza la riceviamo da qualcuno altro. Questo è, infatti, un punto essenziale della maturità umana e cristiana.
Da Roma, sono chiamato a continuare il mio servizio missionario in Camerun. Il mio più grande desiderio è mettere a disposizione nella formazione e nell’accompagnamento dei miei fratelli questa esperienza, ma anche continuare a crescere come persona e cristiano poiché dono, trasformazione e relazione implicano una costante conversione.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato e sostenuto durante questo periodo. Anche nella nuova missione, sono sicuro, continuerò a sperimentare il sostegno e la vicinanza che concretizza il sogno di San Guido Maria Conforti di fare del mondo una sola famiglia...






