Lunedì, 1 Gennaio 2024
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2024
Tutto il giorno
1° GENNAIO 2024, GIORNATA MONDIALE DELLA PACE: Intelligenza artificiale e pace
Dal discorso di Papa Francesco:
All’inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della società civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace.
1. Il progresso della scienza e della tecnologia come via verso la pace
La Sacra Scrittura attesta che Dio ha donato agli uomini il suo Spirito affinché abbiano «saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro» (Es 35,31). L’intelligenza è espressione della dignità donataci dal Creatore, che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza (cfr Gen 1,26) e ci ha messo in grado di rispondere al suo amore attraverso la libertà e la conoscenza. La scienza e la tecnologia manifestano in modo particolare tale qualità fondamentalmente relazionale dell’intelligenza umana: sono prodotti straordinari del suo potenziale creativo.
Nella Costituzione Pastorale Gaudium et spes, il Concilio Vaticano II ha ribadito questa verità, dichiarando che «col suo lavoro e col suo ingegno l’uomo ha cercato sempre di sviluppare la propria vita». Quando gli esseri umani, «con l’aiuto della tecnica», si sforzano affinchè la terra «diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana», agiscono secondo il disegno di Dio e cooperano con la sua volontà di portare a compimento la creazione e di diffondere la pace tra i popoli. Anche il progresso della scienza e della tecnica, nella misura in cui contribuisce a un migliore ordine della società umana, ad accrescere la libertà e la comunione fraterna, porta dunque al miglioramento dell’uomo e alla trasformazione del mondo.
Giustamente ci rallegriamo e siamo riconoscenti per le straordinarie conquiste della scienza e della tecnologia, grazie alle quali si è posto rimedio a innumerevoli mali che affliggevano la vita umana e causavano grandi sofferenze. Allo stesso tempo, i progressi tecnico-scientifici, rendendo possibile l’esercizio di un controllo finora inedito sulla realtà, stanno mettendo nelle mani dell’uomo una vasta gamma di possibilità, alcune delle quali possono rappresentare un rischio per la sopravvivenza e un pericolo per la casa comune.
I notevoli progressi delle nuove tecnologie dell’informazione, specialmente nella sfera digitale, presentano dunque entusiasmanti opportunità e gravi rischi, con serie implicazioni per il perseguimento della giustizia e dell’armonia tra i popoli. È pertanto necessario porsi alcune domande urgenti. Quali saranno le conseguenze, a medio e a lungo termine, delle nuove tecnologie digitali?
E quale impatto avranno sulla vita degli individui e della società, sulla stabilità internazionale e sulla pace?
XV° Settimana Culturale: La TRASFORMAZIONE della MISSIONE - La via sinodale
Lunedì, 1 Gennaio 2024 15:00
1-6 gennaio 2024 - MISSIONARI SAVERIANI, Via urago 15, Tavernerio (Como) - tel. 031.426.007
Concluso il ciclo su “missione e dialogo”, a partire dal mutamento di paradigma missionario del Concilio Vaticano II nelle sue tre classiche vertenti: 1) ecumenica (Missione e dialogo ecumenico) nel 2015, 2) interreligiosa (Missione e dialogo interreligioso) nel 2017, 3) interculturale (Missione e dialogo interculturale) nel 2018, le “Settimane culturali” dei Saveriani in Italia (ed Europa) hanno esplorato nel 2019 il binomio “missione e comunicazione”: La missione nell’attuale contesto comunicativo.
Dopo l’interruzione a causa della pandemia, sulla scorta del tema scelto dalla Direzione dei Saveriani in Italia per il quadriennio 2021-2025, “La trasformazione missionaria della Chiesa…”, la Commissione della formazione permanente si è orientata ad approfondire anzitutto la trasformazione della missione, quale elemento strutturante della Chiesa.
Da sola la “trasformazione missionaria della Chiesa” non basta. Bisogna prima discernere il tipo di missione di cui la Chiesa è depositaria.
Da qui il titolo del 2022, “La trasformazione della missione / Siamo forse gli ultimi missionari?”, che ci ha interrogati sulla fine del modello “coloniale” di missione e sulla necessità della sua riconfigurazione, e il titolo del 2023, “La trasformazione della missione / Di fronte all’altro”, che ci ha confrontati con la categoria dell’altro, provocandoci a rimodellare sempre di nuovo l’annuncio evangelico, come avvenne con Paolo ad Atene.
Nel 2024, invece, declineremo la trasformazione della missione a partire dalla categoria della sinodalità. Da qui il titolo: “La trasformazione della missione / La via sinodale: ospitalità, fraternità, accoglienza e amicizia”, dove le parole chiave “amicizia”, “fraternità”, “accoglienza” e “ospitalità” sono altrettante forme di una riconfigurazione più evangelica della missione. Il metodo sarà quello delle “Settimane” precedenti: vedere-giudicare-agire, con l’intreccio costante dei tre momenti.
Vi aspettiamo!

Da sola la “trasformazione missionaria della Chiesa” non basta. Bisogna prima discernere il tipo di missione di cui la Chiesa è depositaria.