UN DISCEPOLO NON E' PIU' GRANDE DEL MAESTRO - Veglia dei Martiri Saveriani
“Ognuno di noi sia intimamente persuaso che la vocazione, alla quale siamo stati chiamati, non potrebbe essere più nobile e grande, come quella che ci avvicina a Cristo autore e consumatore della nostra Fede ed agli Apostoli che, abbandonata ogni cosa, si diedero interamente senza alcuna riserva alla sequela di Lui, e che noi dobbiamo considerare come i nostri migliori maestri. Il Signore non poteva essere più buono con noi!”
(GM Conforti, Lettera Testamento 1)
La nostra famiglia di Desio si è riunita venerdì scorso, durante il mese straordinario che Papa Francesco ci ricorda deve “Essere una scossa per provocarci a diventare attivi nel bene. Non notai della fede e guardiani della grazia ma missionari… si diventa missionari vivendo da testimoni: testimoniando con la vita di Conoscere Gesù, è la vita che parla”.
Una parte fondamentale della preghiera con i martiri è stata la nostra cappella al centro tra i Santi Guido Maria Conforti e Francesco Saverio c’era una rete appoggiata alla parete con il mondo e con Gesù in croce.
La rete è stata riempita durante la serata dai volti dei martiri Saveriani, poco a poco abbiamo ascoltato la vita e i primi passi nella missione di questi uomini e donne, che seguendo i passi di Gesù hanno portato il Vangelo nel mondo a costo della vita.
Dopo la condivisione della Parola e la meditazione “il Calvario non è zona residenziale” di don Tonino bello, abbiamo trasformato i volti di chi è morto per il Vangelo e i poveri, nel volto di Gesù.
Al termine con la preghiera litanica NOI BATTEZZATI E INVIATI abbiamo pregato per il mondo e sotto lo sguardo dei tanti martiri che hanno dato la vita come Gesù abbiamo terminato con il Padre Nostro tenendoci per mano come fratelli di un unico Padre e membri di una famiglia.
“La vita apostolica, congiunta alla professione dei voti religiosi, costituisce per sé quanto di più perfetto, secondo il Vangelo, si possa concepire.
Per la professione dei voti religiosi noi veniamo a morire a tutto ciò che è terrestre per vivere una vita nascosta in Dio in Gesù Cristo, avverandosi quello che scriveva l’Apostolo Paolo: Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio (Col 3,3)
(GM Conforti, lettera Testamento 2)
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.






