L’inizio del 2026 è stato per me davvero meraviglioso.
Il 2 gennaio, insieme a Erik e a P. Pandri, sono partito per la città di Salerno per partecipare al Campo Missionario con dei giovani. L’attività si è svolta dal 2 al 5 gennaio. Siamo partiti da Desio verso Milano e poi da Milano a Salerno in treno. Il viaggio è stato piacevole: in treno abbiamo giocato a carte e ci siamo goduti l’atmosfera. Durante il tragitto, i miei occhi sono stati anche rapiti dai bellissimi paesaggi invernali.
Arrivato a Salerno, sono rimasto davvero incantato. La città si trova sul mare, ma allo stesso tempo è circondata da colline. La sua bellezza non dipende solo dalla natura, ma anche dal fatto che la città è ordinata e sembra integrarsi armoniosamente con l’ambiente circostante. Salerno dà l’impressione che la natura e la vita umana possano convivere in modo armonioso. Il Campo Missionario si è svolto presso la Casa Xaveriana. All’incontro erano presenti gli animatori e gruppi di giovani provenienti da diverse parrocchie dei dintorni di Salerno. In quei giorni abbiamo vissuto molte attività: giochi, discussioni, preghiera, riflessione, momenti di condivisione e diverse altre iniziative creative.
Il tema che abbiamo scelto era “Happy News Here”. Questo tema mi ha colpito molto. Non ci è stato chiesto soltanto di leggere le notizie come semplice informazione, ma di scoprire la “buona notizia” nascosta dentro la realtà della vita. Abbiamo imparato a leggere eventi e situazioni alla luce della fede e poi a condividerli come annuncio che dona speranza
agli altri. Per me, questo ha aiutato a capire che la fede non ci separa dalla realtà, ma ci invita ad affrontarla con uno sguardo più pieno di speranza (In Omnibus Christus).
Essendo una persona che sta imparando la lingua italiana, sono molto grato di aver potuto partecipare a questa esperienza. Ho avuto l’occasione di incontrare, interagire e costruire relazioni con molti giovani. Abbiamo mangiato insieme raccontandoci le nostre storie. Abbiamo anche cantato, giocato e ballato insieme. In tutto questo ho percepito una cosa molto forte: questa esperienza era piena di gioia e di amore. Quel clima di fraternità mi ha motivato a continuare a imparare.
Dal Campo Missionario ho imparato molte cose nuove, ma desidero soffermarmi su due aspetti che mi hanno colpito maggiormente: primo, diventare animatore; secondo, comprendere il mondo dei giovani. Queste due esperienze non sono state solo interessanti, ma hanno anche aperto in me un nuovo modo di guardare la realtà.
(continua ...)
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.






