Skip to main content
Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

Seduti davanti al muro ascoltando il silenzio

Condividi su

Al crollare di utopiche fughe – raccogliere frammenti preziosi – discernere dove volgere lo sguardo” è stato il nome che abbiamo dato alla convivenza di dieci giorni, 19 – 29 agosto, presso il centro di spiritualità dei missionari saveriani in San Pietro in Vincoli, Ravenna. Ci presentiamo: siamo alcune decine di pellegrini della via del Vangelo, convenuti da varie chiese locali, uniti da una comune esperienza che ci è diventata convinzione e regola quotidiana di vita.

Ci riconosciamo come cammino religioso "Vangelo e Zen". Nome altisonante, ma siamo qualcosa molto piccolo e semplice.

Descrivo il nostro cammino  partendo da alcune parole di Gesù: “Se uno ha orecchi per intendere, intenda” (Mc 4,23). Per l’ascolto fecondo del Vangelo, l’orecchio deve essere vuoto, pulito, non condizionato; altrimenti al Vangelo fa dire quello che gli pare. Ebbene, noi abbiamo sperimentato che la meditazione trasmessa nella scuola buddhista Zen, chiamata Zazen, è una pratica tanto semplice quanto efficace per liberare l’orecchio del cuore dalle presunzioni e dalle idee fisse che lo otturano. Quindi abbiamo accolto lo Zazen come un dono esistenziale. Ci si siede su un cuscino solido incrociando le gambe a forma di loto, mentre le braccia formano una elisse davanti al petto, la mano sinistra posata su quella destra, le punte dei pollici si toccano completando l’elisse. Questa posizione, così simile a quella dell’albero con le radici abbarbicate nel terreno, il tronco eretto e i rami intrecciati in una ampia elisse nel vuoto, favorisce l’equilibrio fisico e il respiro armonico. Assomiglia pure alla posizione del nascituro nel seno della madre. Chi ha difficoltà a sedere sul cuscino fa uso di uno sgabello basso o di una sedia. Ciascuno trova la sua posizione, quella che si confà al suo corpo; tuttavia deve essere una posizione nobile, naturale, solida, come quella delle querce del parco del centro di spiritualità saveriana di San Pietro in Vincoli: una posizione che favorisce lo sciogliersi dei nostri irrigidimenti nell’armonia cosmica in cui viviamo. Anche il posto dove si medita deve meditare con noi che meditiamo; quindi non deve essere un posto privilegiato, lontano dalla nostra vita quotidiana come sarebbe davanti a un panorama mozzafiato, oppure davanti a un fiore e nemmeno davanti a una immagine religiosa. Sì, perché l’orecchio deve essere vuoto anche di immagini religiose formattate da noi a proprio uso e consumo.

Se uno ascolta il Vangelo presumendo di saperlo già, lo ascolta a suo modo e gli fa ripetere quello che sa già.

E’ la tentazione, sempre in agguato, di voler vedere, con la lente delle proprie idee, il Dio di cui Giovanni nel prologo del suo Vangelo afferma: “Dio nessuno l’ha mai visto” (Gv 1,18). Ripetendosi il nome del proprio dio, alcuni hanno perpetrato violenze mentali e fisiche, perfino guerre di religione. Invece Francesco d'Assisi, ascoltando il Vangelo, cambiò tutta la sua vita, in letizia. Nei dieci giorni di convivenza noi abbiamo praticato lo Zazen seduti sul marciapiedi del cortile interno. Quel muro spoglio, così simile alla nostra vita! Nel mentre, il soffice concerto di tortorelle  tubanti l'amoroso desio e il richiamo al qui e ora di qualche puntura di zanzara!

Dopo lo Zazen mattutino abbiamo ascoltato il Vangelo e celebrato l’Eucaristia. Il pane e il vino, frutti del silenzioso lavorio cosmico e del sudore umano, ricevendo la rugiada dello Spirito diventano per noi il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro signore (dal 2do canone eucaristico, il più antico). Nel e dal silenzio spoglio della fede si dischiude il fiore della Parola e matura il frutto che alimenta la sequela della Parola.

Nel silenzio della fede l'uomo sperimenta l'essere in Dio, l'esistere dentro un pensiero che supera il suo pensiero e dentro a una speranza che supera le sue speranze. Abbiamo celebrato l’Eucaristia nel parco e con noi hanno con-celebrato le tortorelle, gli alberi, le zanzare e tutto l’universo.

La nostra convivenza aveva un intento preciso: “Al crollare di utopiche fughe – raccogliere frammenti preziosi – discernere dove volgere lo sguardo”. Dopo la prova del covid una riflessione radicale è doverosa. Non solo covid, ma pure matrimoni che si spezzano, genitori preoccupati perché i figli dopo l'oratorio non vanno più in chiesa, seminari in vendita perché non ci sono più vocazioni: il pensiero mediocre e l’ignavia fanno capolino suggerendo di far finta che nulla sia cambiato, e che tutto ritornerà come prima. Vogliamo resistere, vogliamo riflettere, vogliamo individuare una nuova visione di vita verso cui volgere il nostro sguardo. Vogliamo liberarci dalla dittatura del successo economico, partitico, culturale, religioso per rincasare nella beatitudine dei poveri in spirito. Il Vangelo comincia da quella beatitudine.

Chi fosse interessato a conoscere alcune frasi che abbiamo buttato lì nelle nostre riflessioni, può consultare il nostro sito: <www.vangeloezen.org>. Può anche contattare il sottoscritto: <vangeoezen@gmail.com>. Ma attenzione: per un nuovo sguardo non bastano frasi dette o ascoltate. Occorre cambiare concretamente qualcosa nella propria vita quotidiana, anche con il sacrificio, altrimenti quelle frasi restano lamine luccicanti che celano la propria ignavia. L'acqua sorgiva zampilla fresca e pura dalle ferite della roccia.

p. Luciano Mazzocchi sx 



Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito