Quaresima: Tempo di preparazione e di discernimento?
Cos’è la Quaresima e perché dura 40 giorni? Perché iniziamo la Quaresima mettendoci le Ceneri sul capo? Che significato ha questa pratica? In quest’articolo cercherò di dare una risposta a queste piccole domande, che qualche giovane si pone e che riguardano la nostra fede.
La parola “Quaresima”, “quadragesima” in latino, significa “il quarantesimo giorno” prima della Pasqua. Il numero quaranta ci ricorda i “quaranta giorni” che, dopo il suo battesimo, Gesù ha vissuto nel deserto, dopo aver ascoltato nel fiume Giordano la Parola di Dio che gli diceva : “Tu sei il mio Figlio, l’amato. In te ho riposto il mio amore” (Mc 1,11). Questi quaranta giorni li possiamo interpretare come i giorni nei quali Gesù riflette sulla sua esperienza vissuta al momento del battesimo e che lo prepara alla sua missione tra la gente.
Inoltre, il numero Quaranta è presente tante volte nell’Antico Testamento: ricorda i quaranta anni che il popolo eletto trascorse nel deserto prima di entrare nella terra promessa; quaranta giorni e quaranta notti durò il diluvio all’epoca di Noé (Cfr. Gen 7,4); quaranta giorni e quaranta notti Mosé rimase sul monte, per ricevere da Dio le tavole della legge (Cfr. Es 24,18); quaranta giorni e quaranta notti il profeta Elia camminò nel deserto per sfuggire all’ira della regina Gezabele e raggiungere il monte di Dio (Cfr. 1Re19,8); quaranta giorni e quaranta notti il Signore concesse ai Niniviti, per fare penitenza e convertirsi (Cfr. Gn 3,4); ecc. Insomma quaranta è il tempo biblico sufficiente per maturare il discernimento. Così la Quaresima ci aiuta a preparare bene la celebrazione della Pasqua del nostro Signore Gesù Cristo.
Le ceneri, che il sacerdote ci mette sul capo, hanno un significato biblico importante. Nella Bibbia le ceneri sono un segno di maledizione (Cfr. Gb 30,19); sono un segno di desolazione e disonore, a causa del male subìto o in segno di lutto (Cfr. 2Sam 13). Nel libro della Genesi, le ceneri ci richiamano all’umiltà, perché ci ricordano che veniamo dalla terra, infatti nella creazione Dio crea l’uomo dal fango e la vita viene dallo Spirito di Dio (Cfr. Gen 2). Quando l’uomo vorrà fare senza Dio, ritornerà ad essere polvere (Cfr. Gen 3,19). Dopo l’annuncio di Giona, il re dei Niniviti, tra l’altro, si sedette sulla cenere per manifestare il suo pentimento e di tutto il popolo, come segno di conversione e di accoglienza della Volontà di Dio (Cfr. Gn 3).
La Chiesa ha usato questa pratica fin dall’inizio. Già nel quarto secolo qualcuno che aveva commesso un peccato grave, veniva riammesso nella comunità cristiana, con il rito delle ceneri, per mostrare il suo pentimento. La tradizione ad inizio Quaresima di mettere le ceneri sul capo, trova la sua origine, nell’Alto Medioevo. Mentre il sacerdote metteva le ceneri sul capo del cristiano diceva :” ricorda che sei tratto dalla terra ed ad essa ritornerai” (Cfr. Gen 3,19). Con il passare del tempo la Chiesa adotterà le Parole del Nuovo Testamento, che richiamano alla conversione: “Convertiti e credi nel Vangelo”, che è l’invito fatto da Gesù all’inizio della sua predicazione pubblica (Cfr. Mc 1,15). In Quaresima siamo chiamati ad aprire il nostro cuore per ascoltare dentro di noi la voce del Signore, che ci chiama alla Conversione, al cambiamento del nostro stile di vita non evangelico, affinché adottiamo uno stile di vita secondo il Vangelo. Per vivere bene questo periodo che ci prepara alla celebrazione della Pasqua del nostro Signore Gesù Cristo, siamo chiamati a morire ai nostri peccati, che ci impediscono di vivere in comunione con Dio e con gli Altri, per poter risorgere insieme a Cristo il giorno di Pasqua. In questo periodo, ogni cristiano, deve combattere le tentazioni del mondo sconfiggendo il suo egoismo, dialogando di più con il Signore e facendo qualche sacrificio. Perciò seguiamo le pratiche penitenziali che la Chiesa ci propone in questo tempo di Quaresima: preghiera, digiuno, carità o condivisione, che troviamo indicate in modo dettagliato da Gesù in Mt 6, 1-18. Buona Quaresima a tutte e a tutti.
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.






