“Mama, niko ya lazima ya kazi kidogo. Unaweza kushona mapantalon yangu? Nitakutuza (mamma, ho bisogno di un lavoretto. Puoi cucirmi i pantaloni? Ti ricompenserò)” dicevo a mamma Masoka, una delle responsabili dei giovani di Baraka. Mi guarda e mi dice: “Uvumilie kidogo. Sasa napashwa kwenda ku shamba. Wakati nitakaporudi, nitafanya kazi uliyoniambia (abbi un po’ di pazienza. Adesso devo andare al campo. Quando ritornerò farò il lavoro che mi hai chiesto)”. Nel pomeriggio bussa alla porta della casa dei missionari e mi fa chiamare. “Unionyeshe pantalon ili niweze kuangalia kitu napashwa kufanya (fammi vedere i pantaloni così che possa vedere cosa devo fare)”. Glieli faccio vedere. Mi dice che non ci sono problemi e che li avrò pronti per domani. Al mattino dopo, arriva tutta contenta e fiera di aver fatto un buon lavoro. In effetti aveva messo tutto il suo saper fare e aveva fatto un buon lavoro. Allora vado a prendere dei pezzi di sapone e qualche asciugamano. Scambio di doni. Contenta lei e supercontento io.







