Il 3 dicembre ritorna sempre ogni anno e noi Saveriani lo festeggiamo, ricordando san Francesco Saverio a cui san Guido M. Conforti ha chiesto di essere il patrono della “nostra umile congregazione”. Quest’anno, che ci porta al XVII° Capitolo generale sono venuti a visitarci (visita canonica) padre Mario Mula (vicario generale) e padre Peguero (consigliere generale). Dopo alcuni giorni di dialoghi personali con ciascuno di noi, oggi, cominciando dalle preghiere del mattino fino alla Conferenza su san Francesco Saverio e il pranzo con alcuni amici sacerdoti (che vediamo insieme nella foto), è stato un susseguirsi di emozioni, ricordi nell’evocare e rivisitare le radici della nostra famiglia saveriana (abbiamo rinnovato anche la professione religiosa). Padre Mario ha cominciato, ricordandoci che il Conforti è stato folgorato dall’incontro col Saverio (di cui ha letto, giovane seminarista, la sua biografia) e per questo ha pensato “all’audace progetto” di fondare una congregazione missionaria. Ognuno di noi ha tanti ricordi, fin dal primo giorno, in cui siamo entrati all’Istituto Saveriano. Padre Mario ha ricordato l’impressione che gli ha fatto la grande statua del Saverio all’entrata della casa di Macomer. Era arrivato, avendo incontrato il primo saveriano sardo, padre Lampis di Arbus. 1972: prima destinazione la Spagna e quindi contatto concreto sui luoghi in cui il saverio aveva iniziato la sua vita. OGGI, ricordando quello che ci dice il Conforti sul Saverio “è stato un grande apostolo delle Indie: tutto di Dio, tutto del prossimo, tutto di se stesso”, ha dato tutto, morendo a 42 anni e lasciandoci l’eredità di continuare il suo lavoro in Cina. Quindi, anche noi, se vogliamo essere apostoli del Vangelo, dobbiamo prendere come motto il TUTTO di Dio, del prossimo, di noi stessi. Continuando la sua riflessione, ha ricordato che gli ultimi due Capitoli generali hanno notato un affievolimento del carisma dell’annuncio del Vangelo ai lontani, nonostante si facessero delle belle cose. Noi, ce lo ricorda, non siamo nati per conservare la fede dei cristiani, ma per annunciare Cristo a chi ancora non lo conosce. Quindi dobbiamo RIPOSIZIONARCI, ricordando che noi siamo AD GENTES (ai non cristiani), AD EXTRA (lasciare la propria terra), AD INTRA (con la consacrazione). Naturalmente, non è facile riposizionarci, perché dobbiamo ritornare all’annuncio ai non cristiani, non solo come Italia, ma a livello continentale (tenendo presente nuove realtà, avanzata dell’Islam, teologia africana, secolarismo, ateismo, superare i limiti geografici, immigrati: non solo a livello sociale ma anche di evangelizzazione). In più si tratta, e lo si è già cominciato, di riunire insieme tutte le realtà che compongono la famiglia carismatica saveriana (saveriani, saveriane, laici saveriani e altri che condividono il nostro carisma). Ci stiamo preparando al XVIII° capitolo generale che si svolgerà a Bukavu (Congo RDC) sul tema “Amare la nostra vocazione saveriana”. C’è stato anche un po’ di spazio per gli interventi anche dei nostri amici sacerdoti che chiedevano, tra l’altro di rinforzare la presenza a Cagliari e in Sardegna. Poi, come da tradizione, si è condivisa la mensa, preparata con cura dalle nostre cuoche.





