Come hai conosciuto i saveriani? Di cosa ti occupi? Qual era la tua professione? Con chi hai stretto un legame? Cosa ti dà questo servizio? Il volontario che in questo mese ha risposto alle nostre domande è Franco Zavarise. Chi ha voglia di raccontarsi, può chiamare lo 030 3772780. Vi aspettiamo!
Classe 1940, ragioniere di professione, da sempre ho fatto volontariato nel tempo libero in più ambienti. Ma non so spiegare per quali motivazioni. L’ho fatto e basta, con il sostegno della famiglia. Mi è sempre piaciuto anche studiare, tanto che dopo la Maturità al Ballini sono stato premiato come “primo dell’Istituto”.
Poi, ecco l’impiego in Banca, e il matrimonio con una ragazza di Gardone Val Trompia, amica di cortile. Di lavori ne ho cambiati tanti (sono stato anche in Svizzera). Questo per dire che vent’anni consecutivi di lavoro nello stesso posto come dai saveriani, se pur con un’altra modalità, non li ho mai svolti.
In visita alla prima mostra, da loro allestita nel 2001 nella chiesa di San Cristo, sono favorevolmente attratto dall’ambiente. Mi sento interpellato e manifesto al rettore, p. Rosario Giannattasio, il desiderio di mettere a disposizione le mie competenze. Sono subito inserito nell’attività delle mostre, diventandone in seguito il coordinatore. Da allora, ne abbiamo organizzate 17, riuscendo a coinvolgere una cinquantina di persone.
Provo una certa nostalgia, proprio perché era una bella iniziativa che aggregava persone e portava un messaggio di fraternità e di conoscenza oltre le frontiere. La speranza è che si possa riprendere, magari con altre modalità. Ho raccolto in tre fascicoli il materiale documentario delle mostre, indicando i nomi dei missionari e dei volontari che hanno partecipato al loro allestimento, con alcune immagini. Ne è uscito un documento ricco di notizie e di storia saveriana recente.
Mi sono occupato anche della contabilità per l’Associazione Missione Oggi, per la Fondazione San Cristo e per la comunità saveriana di Brescia, con il supporto di un programma elaborato personalmente.
Il tempo che dedico a questo servizio mi fa star bene. E non potrei rinunciarvi, nonostante l’età e gli acciacchi, sempre con quell’idea di condividere i propri talenti con chi ne ha bisogno, all’insegna dell’amicizia.







