Si possono paragonare le beatitudini a una vetrata della chiesa.
La vetrata è fatta per far entrare la luce in diverse tonalità di colore…
Le beatitudini sono la LUCE di Dio,
che prende il colore blu per esprimere l’amore divino,
che assume il colore verde per richiamare la pace,
che risplende con il colore rosso per raccontare la sofferenza e il sangue delle persecuzioni,
che luccica con il giallo oro della giustizia e santità.
Le 8 beatitudini sono otto modi di manifestare l’amore per il Signore che ha la sua sorgete in Dio.
Se guardiamo bene la vetrata con i suoi vivi colori delle beatitudini scorgiamo un volto ed è il volto di Cristo.
Le beatitudini sono il ritratto di Gesù.
Chi meglio di lui ha vissuto questa pagina del Vangelo?
Chi meglio di lui può essere dipinto con il mantello blu dell’amore, con la tunica rossa del dono di sé sulla croce, con il tappetto verde per suoi passi di pace, con l’areola d’oro di santità e di giustizia…
In lui si rispecchiano poi tutti gli altri santi e ognuno con accentuazioni di colori diversi per i doni dello Spirito e per le capacità personali di tradurre il vangelo nella loro vita.
In punta dei piedi proviamo ad entrare nella Gerusalemme celeste e visitiamo l’assemblea dei santi che vi abita.
La prima visita, come è già stato detto, a Cristo Gesù
Lui è al centro e nel suo volto si riflette con pienezza tutte le beatitudini. Irradia e condivide la sua santità con ogni uomo, donando il suo Spirito… Mette nel cuore di ciascuno un seme che dovrà essere coltivato e fatto crescere nel corso degli anni.
La seconda visita è per i santi ufficiali, canonizzati, venerati nelle nostre chiese…
Noi li conosciamo e portiamo i loro nomi: Pietro, Teresa, Luca, Francesco, Monica, Antonio…
Sono i premi Nobel della santità…
L’ultimo entrato in questo gruppo è il giovane Carlo Acutis, il beato dell’era digitale, che nei suoi impegni quotidiani aveva messo al centro del cuore, della sua vita, Gesù.
Scrive Papa Francesco: “Ogni santo è una missione; è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in momento determinato della stria, un aspetto del Vangelo” (GE 19)
È interessante conoscere la storia dei santi di tante epoche e di tanti paesi diversi.
È edificante leggere le loro biografie e vedere come hanno tradotto nella loro vita il Vangelo…
È prezioso farceli amici e domandare loro di pregare per noi…
La terza visita è per una categoria di persone molto più ampia della seconda… Sono i santi della porta accanto
Uomini, donne, giovani e bambini che hanno semplicemente vissuto il vangelo e che Dio li ha accolti nella sua casa…
Numerose madri di Famiglia anonime di impegno instancabile… Innumerevoli persone che in tutta la loro vita hanno servito gli altri senza misura…
Ci possono essere imprenditori che hanno creato posti di lavoro rischiando la perdita del loro denaro; medici e infermieri che in questo tempo del virus si sono donati nel servizio degli ammalati negli ospedali, morendo con la stessa malattia; uomini politici che hanno rifiutato ogni compromesso; giovani innamorati che hanno saputo scrivere la parola “amore” con l’A maiuscola…
Di questa folla noi conosciamo certamente qualcuno… un parente, un amico, un fratello, una sorella, un vicino…
Andando al cimitero, portando un fiore sulle loro tombe, noi continueremo questa visita, poiché molti dei nomi scritti sulle lapidi sono scritti in cielo, sono loro i santi della vita quotidiana.
Infine un altro gruppo inaspettato, ma che è la meraviglia di questa festa:
Il gruppo degli SCAMPATI, dei salvati all’ultimo momento perché la misericordia di Dio è intervenuta. Sono come il buon ladrone del Vangelo, che all’ultimo momento ha saputo rubare anche il paradiso…
Nella Gerusalemme ci sono persone che vivevano sui marciapiedi del vizio o della miseria… Persone che hanno avuto un’eredità pesante, una educazione sbagliata, fallimentare. Ma Gesù è venuto per “salvare quelli che erano perduti”. Sono entrati nella luce di Dio, che li ha cambiati, che li ha purificati, che ha cicatrizzato le loro piaghe.
Noi conosciamo alcuni nomi del vangelo: Zaccheo, Maria Maddalena, Matteo, la Samaritana, il buon ladrone…
Il volto di Dio non è quello che punisce o che ricompensa, ma è il volto di uno che perdona e salva.
- Dopo questa visita nella Gerusalemme celeste, rientriamo ora nella nostra città terrena un po’ trasfigurati e coscienti della nostra chiamata alla santità.
Papa Francesco ha scritto un’esortazione apostolica sulla chiamata alla santità: Gaudete et exsultate.
“Dio ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente” (n.1).
Il Signore chiama e ognuno per una via diversa.
Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione.
Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa.
Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli.
Sei genitore o nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali.
Lascia che la grazia del tuo Battesimo fruttifichi in un cammino di santità.
La Santità è vivere in unione con Cristo i misteri della sua vita (n. 20) … La santità è la Carità pienamente vissuta (n. 21).
Se il Signore entra nella nostra vita fa emergere quanto di più autentico e vero c’è in noi, lo fa fiorire, crescere.
Nella grazia di Dio tutti siamo santi.
Lo siamo in progetto, lo siamo in divenire, lo siamo davanti a Dio.
Questa è lo scopo della vita: un cammino per far passare in noi la luce di Dio.
Vicenza, 30.10.2020
PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.





