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Casa Saveriana

Udine



Presentazione

La comunità saveriana di Udine è composta da missionari che hanno alle spalle una ricca esperienza missionaria, frutto di un periodo di vita passato in missione o al servizio della congregazione.


Oltre a prestarsi per alcuni incarichi comunitari di accoglienza e di manutenzione della casa, collaborano con la Caritas diocesana e con il Centro Missionario diocesano per l'animazione missionaria della pastorale nei suoi diversi settori. Inoltre, sono disponibili ad aiutare i parroci nel ministero pastorale.

La celebrazione della Parola e dell'Eucaristia dà l'opportunità di offrire ai fedeli un messaggio missionario, in sintonia con il nostro carisma saveriano.

 È una pastorale un po' itinerante, proprio in stile missionario; in certi periodi è veramente intensa tanto che non sempre possiamo rispondere a tutte le richieste che ci vengono rivolte.

In ogni caso diamo la precedenza ai gruppi che chiedono ospitalità nella nostra casa, prestandoci anche per l'animazione di incontri e ritiri spirituali.

Vogliamo soprattutto essere una comunità aperta, generosa e attiva nel servizio e nel donarci a tutti attraverso molte iniziative come: incontri e ritiri per giovani, visite e celebrazioni nelle parrocchie, accoglienza dei migranti, conferenze di formazione alla globalità e di testimonianza di vita, mostre missionarie, ecc.

Venite a visitarci!
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Sono partita con un gruppo di persone alcuni giorni in Albania,  con la volontà e il desiderio di  vivere una nuova esperienza di vita, anche alla luce di quanto ci esorta sempre Papa Francesco:

” Uscire dalle proprie comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie!

Questo  viaggio mi offriva l’ opportunità di nuovi incontri  in una realtà completamente diversa da quella finora vissuta. Era  arrivato anche il momento per capire  quanto fosse difficile e difficoltoso mettersi nei panni di un missionario  seguendo le vie del Vangelo.

Dal primo giorno e dalle prime testimonianze  tutte le persone  ci  raccontavano minuziosamente  la storia vissuta dal popolo albanese, le varie invasioni, gli anni dal comunismo, la repressione, e la persecuzione  della dittatura. 

Tutto questo  mi faceva  conoscere in modo sempre più chiaro il loro vissuto,le sofferenze subite,la loro storia, la loro cultura,  e le loro tradizioni.

 Ma una cosa non potevo immaginare per loro , fino ad oggi nulla era cambiato! 

Tutti ci spiegavano che al potere, al governo, nelle posizioni di comando c’erano sempre le stesse persone , o, quantomeno i parenti di chi era al comando negli anni precedenti. Non c’erano mai state condanne per chi aveva procurato tutto questo Male e  tuttora non  esisteva giustizia di alcun genere!!!!

 Tutti questi racconti  mi arrivavano addosso come un pugno allo stomaco …. e  allo stesso tempo   mi facevano  vedere chiaramente e capire sempre di più  il fenomeno della loro migrazione interna   ed dell’emigrazione verso il nostro paese e l’Europa,  che ancora oggi continua. 

Io nata  nella democrazia, nel benessere, riuscivo a capire fino in fondo la loro sofferenza, subita in tanti anni, e con gli occhi  riuscivo a vedere la misura  di tanto male ricevuto , e  il perché delle loro attuali  condizioni e soprattutto la loro attuale povertà? Questa mancanza di libertà di ogni genere,la  violazione della dignità e  il valore umano totalmente  annientati!! 

Più i giorni passavano e più ero immersa in un turbinio di emozioni! 

 I miei pensieri  erano stravolti e mi  interrogavo continuamente su quale sarebbe potuto essere il giusto approccio nei loro confronti e quale potesse essere la  mia reale consapevolezza per poterli in qualche modo aiutare. In quale modo avrei potuto incoraggiarli a sperare in un  futuro migliore, che è la prima cosa di cui avrebbero bisogno?

Mi aveva enormemente colpito il fatto che tanto ordini religiosi,  suore  e laici anche italiani  fossero impegnati con tanta forza ed entusiasmo in attività di aiuto per disabili, poveri di strada, donne in difficoltà e maltrattate e ragazze madri,per gestire scuole, asili, laboratori, per insegnare taglio e cucito alle donne al fine di  renderle autonome e mantenere la famiglia,  corsi di cucina e tanto altro……

In tutte queste persone con tanta generosità vedevo la gioia del cristiano, la forza della loro Fede, e la dimostrazione eclatante  del loro lavoro che era “ Vangelo “.

Sono state giornate di grande ascolto……. di grandi silenzi  ….. di consapevolezza della loro realtà! 

E poi passando per le strade  lungo il quartiere  detto ”delle stalle”, dove vive la maggior parte delle persone  povere, in case anguste e prive di tante primari, ci  siamo imbattuti  in una donna che stava cucendo a mano delle scarpe di pelle.Ne ho osservato le  mani rovinate dal duro lavoro per tirare il filo nella suola, e quando con molto rispetto  le  abbiamo chiesto quale fosse il compenso  per la confezione di  un paio di scarpe ci ha risposto che veniva pagata 0,24 centesimi di euro (300 Lek). Siamo rimasti tutti ammutoliti !Vicino a lei c’erano due bimbi piccol  questa era  la realtà  per me molto triste e dolorosa, , ma con che dignità l’ accettavano!

Mi interrogavo continuamente, cercando di resistere all’ emotività,  tuttavia  mi caricavo sempre più  di tante sensazioni  che  forse solo ora piano  piano riuscirò con lucidità  a capire confrontandomi con la mia vita attuale.

Questa esperienza  ha contribuito sicuramente a rafforzare la mia Fede, ma per quello che ho visto e vissuto mi viene chiesto un cambiamento radicale di cuore, di mente perché solo così la mia testimonianza potrà incidere sulle persone alle quali racconto queste giornate vissute in Albania.

Credo  che lo spirito del Signore mi accompagni, indicandomi  la via da seguire e donandomi la  forza e il coraggio  per continuare ad impegnarmi in un progetto di bene in favore  di queste persone!

Rita Silvestri



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