Caro P. Carlo, siamo i tuoi confratelli della comunità saveriana di Udine. Siamo saliti quassù per darti l’ultimo saluto terreno. Non ho potuto preparare le parole da dirti, ti ho preparato invece una foto, in cui ti colgo in un atteggiamento, che ci hai offerto in questi anni.
Stai leggendo la Parola di Dio, che ascoltavi, meditavi e assaporavi con tanta avidità, come dice il profeta: “E la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore”. Questa parola l’hai portata, rovente nel tuo cuore, nell’immensa Indonesia: nelle isole di Sumatra e del Nias, che ricordavi con gli occhi pieni di luce. In questi anni trascorsi a Udine non perdevi mai i corsi biblici di Camaldoli, nel vivissimo desiderio di una comunione più profonda con il signore, conformando il tuo cuore e la tua vita alle parole divine, che accoglievi e ruminavi dentro di te. Ricchezza spirituale che poi condividevi nelle piccole e lontane comunità di Masarolis e qui di Monteprato, il tuo paese amato, dove volentieri ti recavi come per rinfrescarti alle sorgenti della tua vita e della tua fede.
Le persone del paese ti stimavano tanto e ti accoglievano con vero piacere, perché eri uno di loro, in mezzo a loro, senza manie di grandezze e di onori, desideroso solo di offrire la luce e la gioia del Vangelo, che potesse alimentare anche in loro una vera amicizia con Gesù. Ora, caro padre Carlo, sei davanti a Gesù e non ti occorrono più le sue parole. Stai contemplando il suo volto divino, che adoravi nei momenti quotidiani prolungati davanti al Tabernacolo.
Ti ispiravano le parole del nostro Santo fondatore: “Gesù sacramentato, per il quale siamo sacerdoti e apostoli, sia sempre il centro dei nostri pensieri e dei nostri affetti. E’ presso il Santo Tabernacolo, che noi dobbiamo ogni giorno ritemprare le nostre forze per sempre nuove fatiche”.
Ora che sei entrato nella beata eternità del para-diso, intercedi per noi, per i tuoi cari parenti e amici, perché le parole di Gesù, racchiuse nel Vangelo, illuminino i nostri giorni e dirigano i nostri passi.
Mandi, P. Carlo, vìf par simpri, in te lùs e pàs dal Signor!
Lorenzo Mattiussi sx.







