«Ho messo la mia vita sul palmo della mia mano»
Nella cappella di San Leonardo si è svolto questa sera la VEGLIA PER I MISSIONARI MARTIRI 2022 “VOCE DEL VERBO” con i padri saveriani di Salerno. Il testo della veglia è stato realizzato da padre Claudio Marano, missionario saveriano e Renzo Petraglio, già docente di greco e storia delle religioni al Liceo Cantonale di Locarno, è biblista, esperto di religioni abramitiche e di dialogo interreligioso in Svizzera, Italia e Burundi.
Un viaggio nell'anima, alla memoria di Missionari martiri, che hanno donato la vita in Terre lontane per portare esempio di Pace e Fratellanza. Padri, suore, uomini e donne, alcuni molto giovani, che con amore hanno camminato e vissuto in luoghi baciati da Dio, ma dove l'uomo non ha ancora la giusta conoscenza di chi è Dio. Luoghi dove la guerra, violenza, fame, terrore e spietatezza sono di normale sopravvivenza alla quotidianità.
La consapevolezza di essere missionario è la conoscenza reale di trovarsi in questa possibilità, fa di lui come Gesù. Camminare in Terre martoriate dove sopravvivere un giorno è come dire "anche oggi ce l'abbiamo fatta", per il missionario è una conquista. Ogni giorno è la felicità di aver donato la speranza in un sorriso ad un bambino, di aver provato a donare cos'è l'Amore gratuito a chi non lo conosce. La dolcezza della mano, e lo sguardo compassionevole, e caldi gesti di accoglienza.
Ebbene, non è solo coraggio, ma di più, inspiegabilmente di più, è quella spinta che catapulta il missionario, proprio lì, dove dev'essere, perché lì c'è il fratello che lo chiama. L'incontro della veglia è stato intenso di canti, preghiere, invocazioni, anche l'altare è stato addobbato dai fedeli ad onore dei martiri con bandiere e ceri della Pace, oltre ad un cesto con grano e pane.
Durante la veglia i brani del vangelo, hanno spinto i fedeli a immergersi nella vita di un Missionario.
- Essere come la donna che dice: «Ho messo la mia vita sul palmo della mia mano»;(1 Sam 28,20-25)l;
- Essere il Gesù modello, che accoglie tutte le pecorelle e formare un solo gregge: (Gv 10,11-18);
- Dare la propria Vita: Figli (miei), non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità. (1Gv 3,11-18)
Gesù il primo Missionario modello, colui che tra le folle camminava con autorevolezza, accoglieva tutti senza distinzione, nella Verità senza timore. Nel mezzo della veglia Padre Claudio Marano missionario saveriano, ha testimoniato la sua esperienza nel Burundi, ha dato vita al centro di accoglienza giovanile per TUTTI, «Ha messo la sua vita sul palmo della sua mano»; ha rischiato la vita tutti i giorni, ha unito più pecorelle per formare un solo gregge, con i fatti e in verità. Oggi invece è qui, ancora con noi, alla casa dei Saveriani di Salerno, non certo per caso, non per combinazione, non per sua volontà, forse, la sua anima è nel Burundi, ma è anche pur certo che se stasera in periferia di Salerno, alla Parrocchia di S. Leonardo, padre Claudio era con noi, si, ma non per caso.
I regali nella vita sono tanti basta "mettersi sul palmo della propria mano" come missionari nella nostra casa, nella nostra comunità, nella nostra città, ovunque il nostro cammino ci conduce.
Alla conclusione si è pregato e sono stati ricordati tutti i martiri e letti i nomi dei martiri del 2021.
Grazie padre Claudio e i Saveriani di Salerno di custodire nel vostro cuore un modello cristiano che arricchisce e unisce nella Pace e Fratellanza.







