Esperienza alla terra dei (senza) fuochi: Giugliano
Questa foto (sopra) l’ho presa a Giugliano, alla cosiddetta “terra dei fuochi”, il 29 dicembre 2021. Conoscere la terra dei fuochi è stata la prima attività che abbiamo fatto durante il campo invernale saveriano fatto a Scampia, dal 28 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022. Infatti vi erano presenti, come partecipanti, alcuni giovani da Como e Parma sotto la guida di p. Carlo Salvadori in collaborazione con i Fratelli della Scuole Cristiane di Scampia (fra Enrico e fra Raffaele) insieme i suoi collaboratori tra cui Simone e due giovani (Leonardo e Adele) che stanno facendo il servizio civile. Io e Gael ci siamo inseriti e rimasti solo fino al 31 dicembre.
Tale foto (sopra) la scelgo perché esprime due realtà contrastanti; da una parte si vede il muro coperto da tela di colore nero: è un mucchio di ecoballe di rifiuti illegali, pericolosi e inquinanti che causano tanti problemi di salute ai cittadini che vi abitano intorno. Dall’altra parte si vede un campo di coltivazione verde che sta fiorendo. È un’immagine di male e di bene, di sterilità e di fertilità, di morte e di vita, nello stesso luogo.
Infatti essere presente o vivere, nonostante solo alcuni giorni, dall’interno la realtà di Scampia, Giugliano (terra dei fuochi) e di Campo Rom per me è stata una conferma dell’esperienza di fede vissuta nella vigilia e nella festa di Natale nella quale ho vissuto/percepito il contrasto tra il buio e la luce, tra il rifiuto della gente di Betlemme e l’accoglienza degli animali per lasciare che il bambino Gesù potesse nascere nella loro mangiatoia. Eppure Gesù si è lasciato nascere nel buio e nel rifiuto dei suoi interlocutori, trasformando il buio in luce. Gesù trasforma il loro rifiuto in accoglienza, la sterilità in fertilità, la morte in vita, il male in bene.
Davvero, in questi giorni di campo, ho fatto esperienza di quel processo di trasformazione in atto, tramutando il luogo di morte a uno spazio di vita; attraverso il servizio educativo fatto dai Fratelli delle Scuole Cristiane (Enrico e Raffaele) a Scampia e Campo Rom, nel grido profetico di liberazione dell’avv. Raffaele per la sua terra dei (senza) fuochi, nell’albero delle storie di Davide contro la malavita, nel lasciarci provocare da tutto questo per noi ragazzi presenti al campo. Cosi sia!







