RD Congo: Le violenze dei gruppi armati non cessano
In un anno di legge marziale, il numero delle persone assassinate è raddoppiato.
Il Nord Kivu e l’Ituri sono sotto il regime della legge marziale dal 6 maggio 2021. Questo provvedimento ha conferito pieni poteri agli ufficiali dell’esercito e della polizia, incluso nella gestione ordinaria dell’amministrazione, in vista di operazioni militari più consistenti nei confronti di quel centinaio di gruppi armati ancora attivi nell’est della RDCongo.
Sotto il regime della legge marziale, secondo le statistiche degli esperti del Kivu Security Tracker (KST), l’esercito ha intensificato le offensive contro i gruppi armati: tra maggio 2021 e aprile 2022, sono stati registrati circa 600 scontri tra le forze armate e i vari gruppi armati, 200 in più rispetto ai circa 400 constatati tra aprile 2020 e maggio 202 .
«Le Forze Democratiche Alleate (ADF) sono state cacciate da molte loro roccaforti, in cui esse organizzavano addestramenti, indottrinamento e attacchi contro le popolazioni civili e le postazioni dell’esercito», ha dichiarato il capitano Anthony Mualushayi, portavoce dell’esercito congolese nella regione di Beni (Nord Kivu). Ma questo ottimismo non è assolutamente condiviso.
Secondo gli esperti del Kivu Security Tracker (KST), nelle due province dell’est della RDCongo poste sotto il regime della legge marziale, nell’ultimo anno si è registrato quasi il doppio delle uccisioni di civili perpetrate durante l’anno precedente, quando ancora non era in vigore la legge marziale.
Secondo Reagan Miviri, membro del KST, nel Nord Kivu e nell’Ituri, tra aprile 2020 e maggio 2021, sono state uccise 1.374 persone civili, in attacchi attribuiti principalmente alle Forze Democratiche Alleate (ADF) e alla Cooperativa per lo Sviluppo del Congo (Codeco) mentre, da maggio 2021 ad aprile 2022, ne sono state uccise almeno 2.563.
Alla fine di novembre 2021, truppe dell’esercito ugandese sono entrate nella RDCongo per appoggiare l’esercito congolese nella lotta contro le ADF.
Tuttavia, sempre secondo Miviri, del KST, «invece di ridurre le violenze, le operazioni militari congiunte degli eserciti congolese e ugandese non hanno fatto altro che respingere le ADF verso altre zone dove non erano mai state presenti, contribuendo così ad ampliare il loro perimetro di azione, che ora va dal confine ugandese fino ad ovest della strada nazionale n. 4». Infatti, oltre che nel territorio di Beni, loro zona abituale, le ADF hanno commesso dei massacri anche nei territori di Djugu e Irumu nell’Ituri.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






