RD Congo: Il ritorno del M23: Protagonisti, motivazioni ed alleati
M23: SEMPRE GLI STESSI PROTAGONISTI, LE STESSE MOTIVAZIONI E GLI STESSI ALLEATI
Il 6 giugno, dopo una settimana di relativa calma, sono ripresi i combattimenti tra le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC) e il Movimento del 23 Marzo (M23) nella zona di Runyonyi e Chanzu, territorio di Rutshuru (Nord Kivu). L’M23 è riuscito ad occupare alcune zone, tra cui la cittadina di Bunagana, importante posto di frontiera tra la RDCongo e l’Uganda, e di alcune altre località, tra cui Chengerero, Ruvumu, Buharo e Rutokara. Particolarmente violenti sono stati gli scontri del 21 giugno a Bukenge e a Ruvumu (raggruppamento di Gisigari), dove l’M23 ha brutalmente ucciso almeno 17 persone civili. In questa situazione, l’esercito congolese ha dimostrato, ancora una volta, la sua intrinseca debolezza strutturale, soprattutto in un contesto di accuse vicendevoli tra le autorità congolesi e ruandesi: la RDCongo accusa il Ruanda di appoggiare l’M23 e il Ruanda accusa la RDCongo di collaborare con le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR).
Di fronte a tale constatazione, nel loro incontro del 20 giugno a Nairobi (Kenia), i Capi di Stato della Comunità dell’Africa dell’Est (EAC), tra cui Kenia, Tanzania, Sud Sudan, RDCongo, Uganda, Ruanda e Burundi, hanno deciso l’invio, nelle prossime settimane, di una forza militare regionale, in appoggio dell’esercito congolese.
Tuttavia, molte associazioni e personalità della Società Civile vi si oppongono, perché almeno 3 dei 7 paesi membri dell’EAC (Ruanda, Uganda e Burundi) sono implicati da più di due decenni nell’invasione e nella destabilizzazione della RDC e altri 2 (Tanzania e Kenia) hanno già fornito alcune loro truppe alla Brigata di rapido intervento della Monusco (la missione dell’ONU in RDCongo).
Secondo il Dott. Dénis Mukwege, Premio Nobel della Pace 2018 per il suo impegno a favore delle donne vittime di stupro come arma di guerra, «la creazione di una forza militare regionale composta da truppe provenienti da paesi che sono alla base della destabilizzazione della RDCongo, dello sfruttamento illegale delle sue risorse naturali e minerali e responsabili di molti crimini di guerra e di crimini contro l’umanità commessi su territorio congolese, non contribuirà né alla stabilizzazione del Paese, né al ritorno della pace e rischia di aggravare ancor più la situazione».
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- foto: Nigrizia
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






