RD Congo, commissione elettorale: ancora senza nuova equipe
Confessioni religiose: nessun consenso sul candidato nuovo Presidente
La piattaforma delle otto confessioni religiose cui è stata affidata la responsabilità di designare il candidato nuovo presidente della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) non è ancora riuscita a trovare un consenso su un candidato comune.
Due sono gli schieramenti che sono emersi all’interno della piattaforma. Da una parte, ci sono i due rappresentanti della Chiesa cattolica (Conferenza Episcopale Nazionale del Congo / CENCO) e della Chiesa protestante (la Chiesa di Cristo in Congo / ECC) e, dall’altra, ci sono i rappresentanti delle altre sei confessioni religiose.
La crisi causata dalla mancanza di consenso tra le otto confessioni religiose solleva la questione del loro peso nella società congolese. Su questo punto, uno studio realizzato dalla società Target, nel 2020, fornisce alcuni dati interessanti. Sui quasi 2.000 Congolesi intervistati nel mese di marzo 2020, il 34% ha affermato di appartenere alla Chiesa cattolica, il 22% alla Chiesa protestante, il 10% alla Chiesa pentecostale, il 9% alla Chiesa del Risveglio, il 5% al branhamismo. Il 3% all’Islam, il 2% alla Chiesa kimbanghista, il 2% alla Chiesa metodista, il 2% alla Chiesa dei neo-apostolici, il 2% ai Testimoni di Geova e il 6% restante ad altre denominazioni religiose.
Occorre precisare che, in caso di ricorso al voto, ogni confessione religiosa esprime un solo voto. Mettendo in tal modo su uno stesso piano di parità tutte le confessioni religiose, nonostante che sul territorio abbiano una presenza molto diversa l’una dall’altra, questa disposizione può causare un grosso problema di rappresentatività. Sono dunque ormai molti quelli che, all’interno dello schieramento dell’ECC e della CENCO, chiedono una revisione di questo provvedimento, ritenendo che si debba, in qualche modo, tener conto della voce delle confessioni religiose maggioritarie.
Per esempio, per quanto riguarda le questioni elettorali, la piattaforma delle confessioni religiose potrebbe dotarsi, oltre alla segreteria tecnica, di una commissione specifica, la cui composizione e il cui funzionamento dovrebbero ispirarsi all’articolo 10 della legge organica n. 21/012 del 3 luglio 2021 sull’organizzazione e il funzionamento della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), secondo il quale «le confessioni religiose e le organizzazioni della società civile implicate (nella designazione dei membri della CENI) sono quelle dotate di personalità giuridica, di un’effettiva presenza sul territorio e di una competenza e comprovata esperienza in materia elettorale». Ciò significa che, per la composizione e il funzionamento di quella commissione, ci si dovrebbe basare sul principio della proporzionalità, tenendo effettivamente conto del numero complessivo (benché approssimativo) sia dei fedeli che degli osservatori elettorali di cui ogni confessione religiosa dispone sul territorio nazionale.
Da ricordare inoltre che, l’articolo 12 della stessa legge stipula che «il verbale della designazione dei membri della CENI e gli atti ad esso relativi sono trasmessi dalle varie parti all’Assemblea Nazionale per approvazione. L’Assemblea nazionale creerà una commissione mista Maggioranza-Opposizione per esaminare i dossier individuali delle persone designate, secondo le condizioni e i criteri prescritti da questa legge. Le conclusioni della Commissione sono sottoposte all’approvazione da parte dei deputati riuniti in seduta plenaria. Nel caso di mancata approvazione della designazione di uno o più membri della CENI, il Comitato di Presidenza dell’Assemblea Nazionale chiede alla componente interessata di designare un’altra persona. Tale nuova designazione è soggetta alla stessa procedura di approvazione sopra citata».
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






