“Il tuo amico Lazzaro è malato", Signore Gesù.
PREGHIERA DEL MALATO 2023 -
“Il tuo amico Lazzaro è malato”, Signore Gesù.
E’ il grido di fede che io, a nome dei confratelli Saveriani del IV° piano di questa Casa Madre, ti sussurro quest’oggi, o Gesù, alla fine di questa celebrazione della “Giornata del Malato 2023”.
E’ un grido d’implorazione e di piena fiducia in Te.
In questo grido, ci sono le facce sofferenti di questi miei confratelli, perché so che Tu sei, per ciascuno di loro,
- Colui che sta accanto a chi soffre,
- Colui che sa ben ascoltare il lamento del sofferente,
- Colui a cui niente è impossibile,
- Colui che amiamo veramente con tutto il nostro cuore a cui abbiamo donato tutta la nostra vita.
- Colui a cui rinnoviamo fiduciosamente il nostro “sì” alla sofferenza ripetendogli con tutto il cuore “sia fatta la tua volontà”.
Ascoltaci allora, Gesù, proprio con quel tuo stesso animo in cui hai ascoltato quell’anonimo che ti chiamava al capezzale del povero Lazzaro, ammalato.
Nonostante i tantissimi acciacchi che sfibrano le membra dei loro corpi, questi, miei confratelli, si sentono sempre più pienamente religiosi e missionari, e perseverano a offrire nel dolore la loro consacrazione missionaria perché Tu “sia da tutti conosciuto ed amato” e “si faccia di questo nostro mondo un unica famiglia”.
Ed allora il mio grido di quest’oggi, mio Dio, si riempie di speranza, perché in esso posso far riposare i miei e tutti i sogni di questi miei confratelli, ancora molto vivi, e che, tra una lacrima e l’altra, animano, ancora, le loro giornate e continuano a varcare i tantissimi confini delle immensità dei cieli e dei mari portandoli a riassaporare i colori e la vita di fede delle loro missioni lontane, rivedendone tutte le facce di persone conosciute ed aiutate.
Ed allora il mio grido si fa preghiera questa sera, perché oltre a rinnovare l’offerta di noi tutti, a Te, Signore della vita, vuole anche rimettere così nelle tue mani misericordiose,la nostra vita tutta intera con la sua realtà di fragilità, ma anche e con suoi sogni sempre vivi delle nostre missioni che non possono, né devono, né sfuggirci, né essere dimenticate.
Ricordi, allora Gesù. cosa rispondesti, a quell’anonimo? “Io andrò a guarirlo…” Ed allora, ti prego, ascoltaci,
Sì, ascoltaci proprio.
- ► Quando sono devastato dal dolore, e alzo gli occhi alla Croce, e vedo te Gesù che hai sofferto come me!
- ► Quando i miei occhi sono pieni di lacrime,e ti guardo, Gesù, anche tu che hai pianto per il tuo amico Lazzaro!
- ► Quando penso che niente è più possibile, quando la disperazione mi invade, quando il dubbio si deposita in me, e in quel momento che Ti grido, Gesù, “eccomi, Tu sei la mia speranza, confido in Te”.
Ed é in quel momento che vorrei sentirmi ripetere da Te: "Non aver paura, ti amo, eccomi, sono vicino a te, ti seguo".
Grazie Gesù, sento allora che la gioia si deposita in me e la mia sofferenza diventa fonte di speranza! AMEN,
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






