8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, nata per la rivendicazione di uguali diritti civili, sociali, economici e politici. Vi proponiamo questo articolo/riflessione della sorella Saveriana Felicitas J. Santiesteban - che ringraziamo - su alcune donne integre, coraggiose, vere testimoni del vangelo.
Marzo ci invita a contemplare il cammino percorso da tante donne che, nel corso della storia, hanno lottato per il riconoscimento della propria dignità. Il posto che oggi la donna occupa nella società non è stata una concessione gratuita, ma frutto di perseveranza, intelligenza, resistenza e fede.
Celebrare la Giornata Internazionale della Donna significa riconoscere questo processo storico, ringraziare chi ha aperto la strada e assumersi la responsabilità di continuare a costruire una cultura in cui ogni donna sia rispettata nella sua integrità.
Santa Giuseppina Bakhita: libertà che nasce dall’interno
In questo mese ricordiamo Giuseppina Bakhita, donna che conobbe l’orrore della schiavitù e che, tuttavia, non permise all’odio di definire la sua storia. Liberata esteriormente, trovò in Dio una libertà interiore che nessuno poté mai toglierle.
Oggi la sua figura si erge come segno profetico contro la tratta di persone e contro ogni forma di sfruttamento femminile. La sua vita ci ricorda che la dignità non si negozia e che la vera liberazione non riproduce violenza, ma trasforma il dolore in compassione.
Il volto femminile che sostiene la fede
La Chiesa ha un volto di donna. Non servono grandi discorsi per dimostrarlo: basta guardare le comunità. Sono le donne a sostenere la catechesi, ad accompagnare i processi, a educare nella fede, a prendersi cura dei più fragili, a pregare nel silenzio e a mantenere viva la speranza.
Senza di loro, il Corpo di Cristo non potrebbe formarsi né sostenersi. Evangelizzano con coerenza quotidiana, con tenerezza ferma e con un coraggio che spesso passa inosservato.
8 marzo: coraggio senza violenza
L’8 marzo è anche un giorno di manifestazione e visibilità. Molte donne scendono in piazza per chiedere giustizia davanti a realtà dolorose che ancora persistono. Questa ricerca è legittima quando nasce dalla difesa della dignità. Tuttavia, dobbiamo riconoscere che quando la protesta si trasforma in vandalismo, distruzione o aggressione, il messaggio perde la sua forza morale e si oscura il vero volto femminile. La violenza non nobilita la causa; la indebolisce.
La donna che evangelizza con coraggio non cancella, non distrugge, non annulla. Piuttosto, costruisce, dialoga, propone, guarisce. La sua forza non ha bisogno di rompere per farsi ascoltare.
Dentro questa realtà, non possiamo dimenticare le madri che cercano i loro figli scomparsi, spinte dall’amore e da una speranza che commuove e interroga, né le donne che oggi vivono la guerra in diverse parti del mondo, sostenendo la vita delle loro famiglie in mezzo all’incertezza.
Esse ci ricordano che la difesa della dignità femminile non è un discorso astratto, ma un’urgenza concreta del nostro tempo.
Siamo chiamate a essere donne di riconciliazione e di unità, capaci di denunciare l’ingiustizia senza riprodurla, ferme nella difesa dei nostri diritti, ma coerenti con i valori che desideriamo vedere fiorire nella società.
Maria, modello di forza serena
Volgendo verso la fine, il nostro sguardo si eleva verso la Vergine Maria, donna per eccellenza, modello di fede, speranza e carità. In lei vediamo una forza che non fa rumore, un coraggio che non ferisce, una fermezza che non umilia. Il suo “Sì” ha cambiato la storia senza imporsi.
Oggi è Madre della Chiesa e modello di ogni donna che desidera trasformare il mondo dalla profondità dell’amore.
Ci lasceremo provocare, in questo mese di marzo a...
... a passare dalla celebrazione all’impegno, a difendere la dignità femminile, a proteggere le più vulnerabili e a costruire comunità più giuste con una testimonianza coerente e coraggiosa?
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fonte: sito delle Missionarie Saveriane.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






