COP30 (Belém, Brasile) e la questione ambientale
Nel contesto della "COP30" (Belém, Brasile, 10-21 novembre 2025) riproponiamo un articolo di Maria da Conceição F. Evangelista de Sousa sulla questione ambientalista (pubblicato sul sito delle Missionarie Saveriane). - L'autrice è una sociologa esperta in Teoria Antropologica presso l'Università Federale del Pará (UFPA). È specializzata in Counseling Biblico e ha conseguito un Master in Teologia Biblica presso la Scuola Superiore di Teologia (EST). È consulente del Centro di Studi Biblici (CEBI/PA).
Il presente testo offre una breve analisi delle discussioni riguardanti la questione ambientale (...) nel contesto della crisi climatica, alla luce dei contributi di leader e intellettuali della Chiesa Cattolica, dei movimenti sociali, del movimento ecologico mondiale, di scienziati e persone di buona volontà, impegnati nella costruzione di un nuovo paradigma che favorisca una conoscenza prudente e una società sana e dignitosa. (...)
Dopo ECO-92, nel 1995 si è svolta la prima Conferenza delle Parti – COP 1, a Berlino, in Germania, che ha approvato il “mandato di Berlino”; nel 1997, la COP 3 si è tenuta a Kyoto, in Giappone, dove è stato approvato il Protocollo di Kyoto, uno dei più importanti accordi siglati durante una COP, che ha stabilito obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas serra per i Paesi sviluppati. L’evento si svolge ogni anno sotto l’egida delle Nazioni Unite, con la partecipazione dei Paesi firmatari, che si riuniscono per discutere le cause e gli effetti dei cambiamenti climatici.
(...) L’obiettivo principale della COP 30 è fissare obiettivi e meccanismi per ridurre le emissioni di gas serra, evitare il riscaldamento globale e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici.
La Chiesa Cattolica ha una lunga tradizione di attenzione alle questioni ambientali.
Già nel secolo scorso i Papi hanno lanciato appelli a prendersi cura del pianeta e a promuovere un rapporto più armonioso con la natura. La riflessione della Chiesa su queste questioni è arricchita dai contributi di scienziati, filosofi, teologi e organizzazioni sociali.
Papa Paolo VI, in un discorso alla FAO nel 1970, ha parlato della questione ecologica come di una crisi causata dall’attività incontrollata dell’uomo e dallo sfruttamento accelerato della natura. L’uomo rischia di distruggere la natura e di essere, a sua volta, distrutto. Ha parlato di catastrofe ecologica sottolineando l’urgenza di un cambiamento radicale nel comportamento umano.
Anche Papa Giovanni Paolo II ha avvertito che l’uomo sembra non comprendere il significato del proprio ambiente naturale, e ha invitato a una conversione ecologica globale. Ma ogni pretesa di prendersi cura della natura richiede profondi cambiamenti negli stili di vita, nei modelli di produzione e consumo, nelle strutture consolidate di potere che governano oggi le società.
Papa Benedetto XVI ha rinnovato l’invito ad eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e a correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente. Il mondo non può essere analizzato solo da uno dei suoi aspetti, poiché il libro della natura è uno e indivisibile e comprende, tra le altre cose, l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali.
L’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco lancia un appello urgente alla protezione della “casa comune” e alla promozione di uno sviluppo sostenibile e integrale. Il Papa ha sottolineato l’importanza di unire la famiglia umana nella ricerca di soluzioni alla crisi ambientale e ha chiesto un rinnovato dialogo sul futuro del pianeta.
La crisi ambientale è una sfida globale che riguarda tutti, ma colpisce in modo particolare i più poveri. I cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’inquinamento e la scarsità d’acqua sono tra i principali problemi da affrontare. La questione climatica è urgente e richiede la collaborazione tra governi, imprese e società per trovare soluzioni.
Il movimento ecologico ha fatto molta strada, creando associazioni di cittadini che contribuiscono alla consapevolezza e alla ricerca di soluzioni concrete alla crisi ambientale, ma d’altra parte vi è il rifiuto e il disinteresse da parte di chi detiene il potere e di molti altri.
La questione climatica è urgente. Eventi climatici estremi si stanno verificando sempre più frequentemente.
Pensiamo, per esemepio alle alluvioni nel Rio Grande do Sul nel 2024; alla siccità estrema in Amazzonia nel 2023 e 2024; agli incendi nel Pantanal nel 2020; al ciclone Chido in Mozambico nel 2024; all’inondazione nel Rio Acre nel 2024 (EVENTI climatici..., 2024), per citare alcuni tra gli eventi più significativi mai registrati prima. “Il clima è un bene comune, un bene di tutti e per tutti”, dice l’enciclica Laudato Si’. A livello globale, è un sistema complesso che riguarda le condizioni essenziali per la vita umana. I cambiamenti climatici rappresentano un problema globale che compromette gravemente l’ambiente, la società e l’economia, costituendo una grande sfida, specialmente per i più poveri.
La questione della scarsità d’acqua colpisce soprattutto i poveri, con l’inquinamento di fiumi e fonti idriche causato da attività estrattive, agricole e industriali, provocando malattie e morti. La scarsità d’acqua causa impatti ambientali, conflitti e porta alla privatizzazione delle sorgenti, nonostante sia un bene essenziale per la vita.
La speranza nella costruzione sociale di un nuovo modello di civiltà proviene dallo stile di vita dei popoli originari e dal loro modo di relazionarsi con la natura. Secondo Boff, 2005: “Essi sono la salvaguardia di un’umanità ancora possibile, più benevola e carica di sacramentalità e venerazione di cui tanto abbiamo bisogno”. Sempre secondo l’autore, accanto al logos (ragione) ci sono l’eros (vita e passione), il pathos (affettività e sensibilità) e il daimon (la voce interiore della natura). In questa prospettiva, conoscere non è un modo per dominare la realtà, ma un mezzo per entrare in comunione con la terra e con tutta la natura.
Questa visione del mondo ci offre una percezione della relazione e dell’interrelazione con le cose. Percepiamo la natura come un’immensa comunità di cui facciamo parte.
Ci affascina la bellezza della natura; la diversità delle culture e delle abitudini; le differenti modalità di attribuire significato al mondo. È a partire dalla vita dei popoli originari che l’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiare stile di vita, di produzione e di consumo (BOFF, 2005, p.22). Il cambiamento nello stile di vita, nel modo di pensare e di produrre della società moderna, industriale e urbana è la condizione per la costruzione di un mondo sostenibile dal punto di vista economico, sociale, culturale ed ecologico.
La COP 30 rappresenta un momento cruciale per riflettere sulle sfide ecologiche e incentivare azioni concrete in difesa del pianeta.
L’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco offre una guida preziosa per le nostre riflessioni e iniziative. La collaborazione collettiva e la sinodalità sono essenziali per costruire un futuro più sostenibile ed equo per tutta l’umanità. La valorizzazione della partecipazione attiva delle leadership dei popoli originari nella COP 30 e l’effettiva attuazione degli accordi stabiliti in tale conferenza internazionale, al fine di garantire la riduzione delle emissioni di gas serra e dei cambiamenti climatici, possono contribuire all’implementazione di politiche pubbliche a livello globale che rafforzino iniziative e pratiche sostenibili.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






