[dal sito Missionarie Saveriane] *
Preparata con mezzi semplici e locali, la sessione di formazione dei Catechisti, Responsabili di diaconia e delle comunità ecclesiali viventi ha avuto luogo a Luvungi, dal 17 al 22 giugno 2019. Sessantasei persone vi hanno partecipato, fra cui sei donne. Il periodo non era fra i migliori, perché gli insegnanti sono ancora impegnati nella valutazione dei loro alunni, però anche fra loro diversi sono riusciti a partecipare.
La parrocchia di Luvungi, nella diocesi di Uvira, provincia del Sud-Kivu, all’est della Repubblica democratica del Congo, si estende su un vasto territorio che dalla piana della Ruzizi giunge fino alle montagne. È costituita da tante comunità ecclesiali di base riunite in cinque diaconie: quella centrale e le diaconie di Luberizi, Katogota, Lubarika e la quasi diaconia di Bwegera.
Ognuna di queste realtà ha i suoi responsabili, uomini o, più raramente, donne, i suoi catechisti e altri animatori dei vari aspetti della vita di chiesa.
La sessione è cominciata con notizie tragiche: un padre di nove figli, sentinella di una vasta proprietà terriera di Lubarika, era stato trovato ucciso nel campo. Un uomo è morto per abuso di alcool forte. Sulla strada, un uomo è stato ucciso a colpi di fucile in seguito ad un alterco tra un deputato locale e dei giovani, partigiani di un altro deputato locale in conflitto con lui. La collera ha poi spinto i giovani a distruggere alcune installazioni di illuminazione pubblica a pannelli solari, realizzate dal primo deputato.
Ritrovo catechisti incontrati tanti anni fa e ancora al servizio delle loro comunità e della Parola, in totale gratuità. E volti di giovani, che si impegnano per annunciare il Vangelo ai più giovani di loro. Sono persone che hanno attraversato un decennio di guerra e che, con le loro comunità, continuano a vivere nell’insicurezza per la presenza di gruppi armati locali e stranieri, contro cui ben poco fanno i militari del Paese, non di rado pericolosi essi stessi.
Persone che con tutta la popolazione fanno l’esperienza di una continua precarietà economica.
Quasi tutti sono coltivatori e nella vasta Piana della Ruzizi non mancano di campi, finché l’avidità dei ricchi non giunga a comprare anche le loro terre. Ciò che fa precaria la loro sussistenza è la scarsità di piogge. “Almeno di queste possiamo dire che dipendono da Dio”, mi dice un uomo dopo che abbiamo riflettuto insieme su cosa possa voler dire “Che la tua volontà sia fatta”.
Anche nella siccità c’è la mano dell’uomo e la sua responsabilità, ci diciamo. A livello mondiale, ma anche locale. La pianura, un tempo boscosa e abitata da elefanti, è ora una steppa dove gli alberi si sono fatti rari. La fabbricazione dei mattoni d’argilla, se da una parte sta rinnovando il volto del villaggio, contribuisce al disboscamento.
Alle scarse e capricciose piogge si è aggiunta negli scorsi anni una malattia della pianta della manioca, cibo base della popolazione. Le organizzazioni internazionali ne hanno portato un’altra varietà che non piace alla popolazione. Essa si è volta alla coltivazione del mais. Ma i ratti divorano le piante e ciò che resta è facile preda dei ladri. I campi infatti sono lontani dalle abitazioni. Nel villaggio, presso le case, si possono coltivare dei legumi, preziosi per l’alimentazione, ma porci e capre vaganti sono una permanente minaccia.
Le comunità hanno contribuito per offrire un pasto a tutti durante la sessione e anche la cena per chi resta alla Parrocchia a dormire. Elisa toglie dal container le stuoie, mette un po’ di cellophane sulle finestre senza vetri per impedire le zanzare e una sala parrocchiale diventa la stanza per tutti.
Dopo il saluto e le presentazioni, p. Paulin, saveriano congolese, responsabile della catechesi parrocchiale, traccia la figura del catechista. Ci introduciamo a conoscere il vangelo di Matteo, cominciando alla lontana: come sono nati i vangeli, le relazioni fra loro… Ogni giorno, avviciniamo insieme un passo, col desiderio di apprendere un metodo semplice di approccio che possa servire anche per altri testi. Con impegno, i partecipanti si esercitano anche in gruppo.
Sono affascinati da come si può andare lontano semplicemente a partire dal testo e da come questi testi illuminino la vita quotidiana.
Tocchiamo alcuni aspetti, cruciali anche per la convivenza con varie chiese che vogliono rifarsi alla Bibbia, in particolare le cosiddette “chiese del risveglio”, come il valore e la relazione fra i due Testamenti, la maniera di leggere le difficoltà della vita:
è Dio che le manda o Dio che lotta con noi per trovare una soluzione?
Verso mezzogiorno, con video e col dialogo, Elisa interviene con proposte concrete che possono aiutare nel quotidiano. Il primo giorno, mostra come preparare del carbone con i resti organici secchi (foglie, steli di mais, ecc.). Shukuru e la signora Françoise ce ne fanno poi la dimostrazione pratica nel cortile. Il secondo giorno, presenta il ricco valore alimentare delle foglie di una pianta molto diffusa nei villaggi: la moringa. Ne seguiamo in alcuni video la preparazione, ne tocchiamo le foglie, e le gustiamo il giorno dopo nel cibo. Un altro giorno, a fine mattina, Japhet, responsabile della diaconia centrale, condivide i contenuti di una sessione che ha seguito a Uvira sugli abusi sessuali. È l’occasione di una presa di coscienza più profonda.
L’ultimo giorno, il parroco, padre Joseph, conversa con loro, li ascolta, risponde alle loro domande e dice loro quanto sono importanti per la vita della Parrocchia.
Nei pomeriggi, insieme a Léon, un giovane animatore musulmano, Elisa comunica i contenuti di una Sessione di formazione cui hanno partecipato a Bukavu, sul metodo Freire de coscientizzazione. Attraverso un vivace dialogo, Léon ed Elisa portano a far prendere coscienza di appartenere a una parte di popolazione maggioritaria ma esposta a molteplici abusi, di fronte al piccolo gruppo di ricchi e potenti.
I partecipanti riflettono sulla differenza pratica tra una coscienza magica e una coscienza critica.
Analizzano i fatti che stanno avvenendo a Luvungi e nel mondo più vasto e riconoscono il rischio di essere manipolati. Ai problemi c’è risposta, se si cercano veramente quelli centrali e si elabora insieme un piano d’azione e se l’amore ci muove...
Nell’assemblea sembra crescere la consapevolezza, la fierezza, la volontà di cambiamento. Elisa e Léon si dicono disponibili a continuare il cammino con chi vorrà fare un percorso di lettura della propria realtà in vista di elaborare e attuare piani di soluzione.
Già ci sono esperienze positive: insieme, le donne di Luvungi sono riuscite ad ottenere dai capi la proibizione delle bevande fortemente alcooliche ed estremamente nocive che si vendevano nel villaggio. Insieme, la gente di Katogota è riuscita a recuperare i campi che una signora potente dichiarava di avere acquistato. Tante sfide ancora attendono la riflessione e l’impegno comune. Riconoscere che non sono “volontà di Dio” significa prendere atto delle proprie responsabilità e credere alla possibilità di un cambiamento.
I Catechisti hanno espresso la loro gioia: “Questi giorni mi hanno aperto il cuore per essere disponibile come Matteo, che ha lasciato tutto per seguire Gesù. Anch’io continuerò a impegnarmi nel mio servizio di catechista, seguendo la via di Gesù senza cercare alcun guadagno… Riguardo alla pedagogia coscientizzante, ho compreso il mio valore e mi sono sentito coscientizzato affinché, attraverso la mia persona, io possa portare un progresso nella famiglia, nella società e nel Paese, e vivere e agire con una coscienza pulita”
Prima di salutarci, pranziamo tutti insieme. Il Parroco offre una capra e la birra. È la festa. Diversi sottraggono al loro piatto abbondante un po’ di cibo da portare in famiglia come regalo dopo la settimana di assenza. È tutto. Partono, come hanno scritto nelle loro valutazioni, col desiderio rinnovato di spendersi per il Vangelo e per le loro comunità.
Li vediamo partire contenti, a piedi anche su lunghe distanze o sulle loro vecchie biciclette, e pensiamo ancora una volta che il Regno è davvero dei poveri.
Teresina Caffi, mmx
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.





