5 nov.: Solennità di S. Guido M. Conforti - Lettera della Direzione Generale
Gesù disse loro di nuovo: «La pace sia con voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,21-22).
Carissimi, La celebrazione della solennità di San Guido Maria Conforti, vissuta come festa di famiglia, ci invita a fare memoria grata del nostro padre fondatore. In questo giorno speciale ricordiamo con ammirazione l'audace progetto che ha segnato tutta la sua vita e del quale siamo eredi: l'ardente desiderio di portare il Vangelo a tutti i popoli che ancora non lo conoscono. La missione cristiana è stata il cuore pulsante della sua esistenza. Da quando scoprì il valore del Vangelo, come bene per tutta l'umanità, si è donato completamente al suo servizio, facendone la ragione stessa della sua vita.
In questa circostanza, riprendiamo il tema della Nostra Missione, così come espresso nel secondo capitolo delle nostre Costituzioni, arricchito dalla Ratio Missionis Xaveriana e dai successivi capitoli generali. Lo facciamo con l'intenzione di mantenere vivo il cuore della saverianità. In primo luogo, delineiamo brevemente il quadro che definisce la nostra missione, per poi mettere in evidenza alcuni aspetti importanti che oggi influenzano il nostro modo concreto di essere missionari. Con l'aiuto dello Spirito Santo, ciascuno di noi, sia individualmente che comunitariamente, è invitato a rinnovare il proprio impegno, rafforzando così la nostra testimonianza, ovunque viviamo e operiamo.
La nostra missione:
- La missione della Chiesa è la missione di Gesù Cristo, che ha sempre avuto come punto di riferimento il progetto del Regno di Dio. Le parole che Gesù ha detto, le azioni che ha compiuto, il suo modo di essere e di vivere, gli atteggiamenti che ha incarnato nella sua vita, la sua umanità divinizzata sono la norma di vita per ogni discepolo. È per questo che la Famiglia Saveriana “si pone al totale servizio del Regno di Dio nella Chiesa” (C 7-8).
- La missione affidata alla nostra Famiglia è parte costitutiva della missione che lo Spirito ha dato alla Chiesa. Si tratta di una missione concreta e particolare, caratterizzata da tre elementi fondamentali: “siamo inviati a popolazioni e a gruppi umani non cristiani; fuori dal nostro ambiente, cultura e Chiesa d’origine; fedeli alle preferenze di Cristo, ci rivolgiamo in particolare, tra i non cristiani, ai destinatari privilegiati del Regno: i poveri, i deboli, gli emarginati dalla società, le vittime dell’oppressione e dell’ingiustizia” (C 9).
- Siamo figli della Chiesa, al servizio del progetto di Dio, con la nostra identità carismatica (C 11).
- La nostra collaborazione missionaria si articola in diverse forme a seconda degli ambiti in cui siamo chiamati a operare: testimonianza silenziosa, proclamazione esplicita del Vangelo, dialogo interreligioso, impegno per la giustizia e la pace, opere di misericordia, animazione e formazione missionaria del popolo di Dio. “Tutte queste forme si giustificano nella misura in cui conducono al Vangelo e sono orientate al primo annuncio” (RMX 7).
- Ogni prassi missionaria deve essere programmata e periodicamente rivista alla luce del carisma fondazionale, che guida le nostre decisioni, i programmi e le valutazioni (RMX 54).
Per vivere radicalmente la nostra missione, è necessario:
- Innanzitutto, essere innamorati profondamente e con costanza del Signore Gesù, della sua Parola e del progetto di vita che ha incarnato giorno dopo giorno nel corso del suo ministero pubblico.
- Mantenere allo stesso tempo nella nostra mente e nel nostro cuore il principio e il fondamento della nostra consacrazione religioso-missionaria nella Famiglia Saveriana.
- Essere pienamente inseriti nel mondo, senza però adottare la mentalità mondana che si oppone al progetto di amore di Dio per l'umanità. È necessario camminare accanto al popolo con cui si condivide la propria esistenza, partecipando alle sue gioie e ai suoi dolori, alle sue speranze e alle sue delusioni, alle sue lotte e ai suoi disincanti, facendo nostro il cammino dell’altro. Non dobbiamo vivere come visitatori occasionali, bensì come fratelli impegnati nella comunità umana che ci accoglie.
- Stabilire un patto di alleanza con il popolo al quale siamo stati inviati e che ci ha accolto. Siamo inviati dallo Spirito di Dio per essere segni di comunione, di fraternità e di solidarietà in quel luogo specifico. Le nostre Costituzioni ci chiamano a una “comunione di vita e di destino con i fratelli ai quali siamo inviati fino a condividere i loro problemi e il loro cammino di liberazione” (C 14).
- Essere pronti a rinascere in una nuova realtà socioculturale, religiosa e linguistica. Il voto di missione, che è il fondamento della nostra consacrazione, ci invita a considerare la partenza per la missione come un “avvenimento pasquale” che segna il passaggio da una vita che si abbandona a una nuova vita che si comincia, diventando così parte del mistero di salvezza per il mondo (C 19).
- Conoscere e immergersi nella nuova cultura e società, imparare bene la lingua ufficiale del paese che ci accoglie e, in particolare, quella del gruppo umano con cui viviamo. Dobbiamo conoscere la storia del paese e della Chiesa locale. Non si può essere missionari senza amare visceralmente le persone che il Signore ci dona come compagni di cammino.
- Essere totalmente disponibili a partire dove la missione lo richiede. Il voto di obbedienza e il voto di missione ci impegnano a dedicare tutte le nostre forze all'evangelizzazione di chi non conosce ancora Gesù Cristo, ovunque ce ne sia bisogno (C 19).
- Essere consapevoli delle false ragioni che potrebbero sorgere nei nostri cuori e nelle nostre menti per indebolire, o addirittura annullare, la forza profetica del voto di missione, che per sua natura è nomade, non sedentaria.
- Coltivare una sensibilità speciale, accompagnata da un impegno concreto, verso il volto sofferente e sfigurato dell'essere umano. L'impegno per la giustizia, la pace e la fraternità, insieme alla lotta attiva contro i meccanismi perversi che generano povertà e disuguaglianza, devono far parte integrante della nostra identità saveriana.
Per questo, è importante evitare di cadere nella monotonia, dove il virus dell'indifferenza e dell'imborghesimento prende piede nel profondo del cuore e plasma il nostro modo di vivere come se il mondo girasse intorno al nostro ombelico.
- Fare tesoro della nostra umanità. In particolare, in questo momento di preparazione al Convegno sul Volto umano del Saveriano, siamo chiamati a riflettere la bontà divina nelle nostre parole, nei nostri gesti e nelle nostre azioni, amando Dio e, attraverso di Lui, il prossimo. Siamo infatti strumenti nelle mani di Dio, «per far conoscere Cristo in ogni luogo, come un profumo la cui fragranza si diffonde ovunque» (2 Cor 2,15).
Che la celebrazione della solennità di San Guido Maria Conforti ci spinga a rinnovare con generosità e gioia la testimonianza della nostra vocazione saveriana.
Con affetto fraterno, i confratelli della DG.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






