VIA CRUCIS DI PACE PRESSO PRESIDIO "NO BASE A COLTANO NÉ ALTROVE"
In occasione della Giornata dei missionari martiri 2025 – che si celebra ogni anno il 24 marzo, giorno in cui, nel 1980, fu ucciso mons. Oscar Romero, vescovo di San Salvador –, nella periferia di Pisa, dove da circa trent’anni opera padre Agostino Rota Martir, già missionario saveriano, condividendo la vita con i Rom nel loro Campo a Coltano, si è celebrata nel vicino presidio “Tre Pini” una “particolare” Via Crucis per dire no ad un’altra base militare che sta sorgendo nel parco di San Rossore. Un modo diverso di protestare, anche con la preghiera, da parte di varie associazioni cattoliche, contro la proliferazione delle armi e la militarizzazione del territorio nei pressi della splendida basilica di San Piero a Grado. Qui di seguito la "lettera" inviataci dal gruppo di cristiani "No Base".
VIA CRUCIS DI PACE PRESSO PRESIDIO "NO BASE A COLTANO NÉ ALTROVE"
CRISTIANI "NO BASE"
COLTANO (PI), 1° APRILE 2025
Il 24 marzo, giornata dedicata alla memoria di mons. Oscar Romero, alle ore 21:00 abbiamo vissuto una Via Crucis “particolare”, non in una Chiesa o in una via cittadina, bensì al presidio “Tre Pini” sorto per monitorare il progetto ormai reso pubblico di costruire un’altra base militare, proprio nel parco di San Rossore, nei pressi di San Piero a Grado. La spesa complessiva prevista è di 520 milioni di euro, altro spreco di denaro pubblico per le spese militari, a scapito delle vere necessità della collettività. L’input ci venne proprio dal movimento stesso “No Base a Coltane né altrove” che sollecitò il coinvolgimento delle comunità cristiane nelle iniziative del movimento stesso, presso il presidio.
Fu così che alcuni di noi, già attivi nel movimento “No Base” e rappresentanti di associazioni cattoliche presenti nel territorio di Pisa, San Miniato e Pontedera (Pax Christi, Circolo Laudato sì Pontedera-Valdera) decidemmo di preparare una Via Crucis da celebrare lungo il perimetro recintato anche da filo spinato, dove sta per sorgere la nuova base militare.
La scelta di celebrare la Via Crucis proprio in quel luogo è parsa a tutti noi significativa e quanto mai urgente. Riflettere sui passi della Croce, stimolati anche dalle sempre attuali riflessioni del compianto don Tonino Bello e con le invocazioni di perdono ad ogni singola stazione – queste ultime preparate da noi –, ha reso questa Via Crucis particolarmente significativa e attuale, non solo per i partecipanti, ma pensiamo anche per le forze dell’ordine e militari che ci hanno accompagnato a distanza oltre il reticolato.
“Pietà per la nostra indifferenza, pietà per le vittime delle guerre, di ogni guerra, pietà per il commercio e per le spese militari, pietà per i muri di esclusione contro i migranti, pietà per il nostro silenzio complice di fronte la militarizzazione dei nostri territori, pietà per il popolo palestinese, ucraino, congolese, sudanese, massacrati con la complicità della Comunità Europea e mondiale, pietà per i nostri governanti quando emanano leggi dure e severe, pietà per i poveri abbandonati e visti con sospetto, pietà per il nostro disimpegno per la giustizia, pietà perché ancora non percorriamo i sentieri della nonviolenza, anzi la deridiamo, pietà per le mamme che perdono i loro figli nel deserto e nel Mediterraneo...”.
Questa Via Crucis ci ha permesso di avere uno sguardo universale, ma con i piedi ben piantati nel nostro territorio e soprattutto di aprire i nostri occhi per vedere e curare le nostre ferite e quelle del mondo.







