Nel suo paese Abdullah faceva l’imbianchino. Più o meno nel ’97, racconta, si era trasferito con tutta la famiglia in una cittadina non distante da Khartoum, la capitale del Sudan. Per loro non era stato facile abbandonare la terra che coltivavano da una vita, ma era stata una scelta obbligata dalla necessità di sfuggire alle persecuzioni subite nella loro regione d’origine, il Darfur.
Situata nell’area nordoccidentale del paese, questa zona ha conosciuto nell’ultimo anno un inasprimento senza precedenti delle storiche tensioni esistenti fra la popolazione nera, dedita prevalentemente all’allevamento e al lavoro nei campi, e le tribù nomadi arabe. Queste ultime hanno da tempo messo in piedi un vero e proprio corpo paramilitare (i cosiddetti Janjaweed) specializzato in rapine, saccheggi…
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