L’ESPERIENZA PORTA A CONVINCERMI CHE È SBAGLIATO CONTINUARE A PARLARE DELL’AFRICA COME DI UNA REALTÀ CULTURALE UNITARIA. VIVENDO IN SIERRA LEONE HO SCOPERTO CHE L’AFRICA È PLURALE, CHE IL FATTO DI VENIRE DA UN PAESE AFRICANO NON MI DISPENSA DALLA FATICA DI APPRENDERE LA CULTURA DI UN ALTRO POPOLO DEL CONTINENTE.
Dal 1950, anno di arrivo dei primi quattro (Azzolini, Calza, Olivani e Stefani), fino a oggi i miei confratelli saveriani hanno realizzato una grande attività missionaria, che suscita, in un nuovo arrivato come me, ammirazione. Dopo un’esperienza di più due anni, mi accorgo dell’immensità delle nuove sfide con le quali noi “eredi” dobbiamo misurarci.
Avvio, perciò, il racconto della mia esperienza con un sentimento di fierezza, a causa dell’eredità ricevuta, e di perplessità…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.