Lo scorso settembre Paolo Bonzi e Stefano Savardi, su incarico della commissione Rwanda e del consiglio SVI, si sono recati in Rwanda per una missione di “conoscenza” dell’attuale realtà del paese e per valutare se esistessero le condizioni per la ripresa di una presenza dei loro volontari.
Tra la gente circola questa parola: “genocidaire”. Può essere usata contro chiunque in qualsiasi momento e da allora per lui sarebbe la fine.
Una piaga che destabilizza il paese è lo stato dell’attuale sistema giudiziario: circa 120.000 persone versano in condizioni disumane nelle prigioni rwandesi.
Dal ’90, anno in cui gli ultimi volontari SVI (Servizio volontario internazionale) lasciarono il Rwanda, non vennero più realizzate attività dal nostro organismo. Continuammo però iniziative di sostegn…
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