Quando finirà il massacro? Le orecchie chiuse di Sharon
La notte tra il 22 e il 23 ottobre, a Betlemme (rioccupata dai tank israeliani, ora solo parzialmente rientrati alla base), è stata una delle più terribili. Ce la raccontano due suore della Carità che qui gestiscono un orfanotrofio.
QUANDO FINIRÀ IL MASSACRO?
Signore quando vedremo realizzarsi questa profezia? “Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Is.2). Betlemme, dove per la prima volta fu annunciata la Pace al mondo, sta diventando una terra di dolore in cui la voce delle mitragliatrici, risuona di giorno e di notte. Degli innocenti, delle giovani madri come quella uscita a prendere il latte per i suoi bambini, cadono sotto i colpi. Siamo completamente tagliate fuori dal resto del mondo. Una situazione drammatica!
Mi chiedete notizie dei bambini, è proprio questo il nostro problema: 50-55 bambini da un mese a cinque anni, che diventano molto agitati poiché non possono giocare all’aperto, nemmeno andare a prendere una boccata d’aria in cortile: i proiettili piovono dappertutto e il rischio è alto.
La casa è un edificio di 120 anni con dei muri spessi. Mettiamo dei materassi anche per terra per far dormire i bambini in corridoio.
Che responsabilità, quando si hanno in carico tante piccole creature. Materialmente, grazie a Dio, e ai doni dei benefattori, abbiamo provviste soprattutto per l’alimentazione di base, le cisterne sono quasi piene di acqua, abbiamo un piccolo generatore che potrebbe bastare in caso di mancanza di elettricità.
Sr. SOPHIE - Suore della Carità, Betlemme.
LE ORECCHIE CHIUSE DI SHARON
È stata la notte più lunga che abbiamo mai vissuto. Dopo una giornata meno dura della precedente perché ritmata da pause di calma di mezz’ora ciascuna, i fuochi del cielo (o dell’inferno), si sono scatenati su di noi… Alle 19.45, due grossi obici si sono schiantati sulle stanze del guardaroba dell’ospedale e uno sulla foresteria, causando grossi danni materiali. Abbiamo avuto paura per il personale che si trovava lì, ma che, grazie a Dio, è rimasto illeso. Dieci minuti dopo, un terzo obice è caduto in giardino. Altra devastazione. I bambini erano ammassati e ben riparati nel grande corridoio dell’orfanotrofio. Ci sentivamo talmente vulnerabili e impotenti di fronte allo scatenarsi di tanta violenza.
I bombardamenti e i combattimenti sono durati tutta la notte, fino alle 4.45 del mattino. Altri obici sono caduti sulla cappella grande, sulla terrazza dove giocano i bambini, ancora sulla foresteria, sul muro di cinta all’altezza dell’ingresso che conduce all’orfanotrofio. Ovunque i tubi dell’acqua sono stati sventrati o forati. Abbiamo cercato di chiudere le saracinesche, perché l’acqua è diventata un bene raro e prezioso. Siamo dovute salire sul tetto per questa operazione e la Vergine ci ha protette. Non ne potevamo più, aspettavamo solo che la notte finisse…
Stamattina c’è ancora calma, approfittiamo per fare una ricognizione e scopriamo danni in ogni angolo della casa, ovunque brutte sorprese. In questi momenti terribili, abbiamo avuto il sostegno di una moltitudine di persone da tutte le parti del mondo che ci telefonavano per assicurarci la loro preghiera e ci erano vicine. I consoli della Francia e degli Stati Uniti, il nunzio apostolico, il patriarca, il rappresentante della missione pontificia, alcuni responsabili palestinesi, amici israeliani, tutti hanno cercato di fare qualcosa per far cessare questi combattimenti, ma Sharon non ascolta nessuno…
Un grazie per il sostegno della vostra amicizia e della vostra preghiera. Vi assicuro, che siamo state profondamente commosse dal muro di protezione costituito dalla preghiera in questa terribile notte. Certo, è più efficace di ogni protezione antimissile.
Comincia una nuova giornata. Come sarà? Ci affidiamo alla Fede e alla Speranza.
Sr. ELISABETTE - Suore della Carità, Betlemme.







