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PRESENTE E FUTURO NELLA STORIA DI MOSÈ / NELLA NOTTE MOZAMBICANA UN BARLUME DI SPERANZA

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Mosè ha 15 anni, un nome importante, i pantaloncini rattoppati e le ciabatte più grandi dei suoi piedi. Entra, si toglie il cappello, si guarda attorno stralunato, aggiusta la seggiola e, con un po’ di impaccio, siede. Saluta a bassa voce, mentre con la mano destra si toglie il sudore dalla fronte. Ha appena percorso in bici, sotto il sole impietoso della stagione del grande caldo, i 20 km di buche e sassi che dal suo villaggio, proprio sul confine tra Mozambico e Malawi, portano a Charre. LEGGERE E FAR DI CONTO  Quest’anno, per la pandemia, l’anno scolastico comincia a metà marzo, con un mese e mezzo di ritardo. Mosè viene per iscriversi nell’8ª classe, dopo i sette anni della scuola primaria nel suo villaggio. Cerco di metterlo a suo agio, chiedendogli come va. “Tutto bene”, risp…

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