PERCHÉ QUESTA GUERRA È UN CRIMINE
Questo Dossier non era stato programmato. Ma i fatti ci costringono a continuare il discorso. Ci è sembrato dunque opportuno proporre due interventi di stretti collaboratori, che offrono elementi di approfondimento.
Tre, le tematiche fondamentali: diciamo un no assoluto a questa guerra e a tutte le guerre moderne, per il fatto gli obiettivi militari oggi sono i civili.
In secondo luogo, restiamo fermamente contrari ad un conflitto armato, anche in presenza di una o più risoluzioni delle Nazioni Unite. È noto infatti che i paesi forti – l’America in primis – spesso condizionano le sue decisioni. Dunque, bisogna esercitare un discernimento critico perché l’approvazione dell’Onu non è di per sé una legittimazione sufficiente.
La terza ed ultima parte è dedicata al documento sulla “Strategia della sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, diffuso lo scorso 17 settembre (v. MO 1/03), che ci sembra fondamentale per comprendere lo stile e la direzione in cui si sta muovendo Washington. Questo testo consacra una discontinuità storica, nel senso che segna la novità del tempo dopo l’11 settembre 2001. È il manifesto della Nuova Destra – non solo americana, ma mondiale – che proclama e fonda il liberismo armato. Il liberismo è di tutti, le armi sono americane.






