PER NON CHIUDERE
Carissimi lettori e lettrici,
questo numero di Missione Oggi arriva nelle vostre mani con un pesante ritardo, addirittura dopo Natale. Per questo vi chiediamo scusa e un pizzico di indulgenza, che non fa male in questi tempi difficili per l’editoria missionaria e cattolica in generale.
Infatti, da qualche mese, la proprietà – i Missionari Saveriani – ci ha invitati a dar corso ad una spending review, che ha rallentato il nostro lavoro redazionale. La revisione delle spese ha investito tutta la congregazione saveriana in Italia, compresa la nostra cooperativa editoriale – Csam di Brescia –, che è stata nel frattempo messa in liquidazione. Abbiamo assistito con sofferenza anche al “sacrificio” della nostra storica Libreria dei Popoli, un fiore all’occhiello dell’animazione missionaria saveriana. Il primo motivo invocato per tale “potatura” è di carattere economico: la proprietà non è più in grado di far fronte al deficit provocato dal calo degli abbonamenti delle riviste, dall’aumento dei costi, dalla “concorrenza” della rete, dal rincaro delle tariffe postali, dalla crisi del mercato librario.
Ma l’emergenza economica richiama una crisi più ampia. Quella vissuta dagli stessi Istituti missionari, che, appesantiti da un “corpo congregazionale” invecchiato e schiacciati dalle spese, sono costretti a chiudere comunità e ad interrompere la pubblicazione delle loro riviste. Dal 2010 abbiamo registrato numerosi decessi nella stampa missionaria: Afriche, Amico, Missioni Francescane, Popoli, Ad Gentes. Altre riviste hanno ridotto il numero delle pagine o la periodicità. È di questi giorni la decisione delle congregazioni missionarie proprietarie di chiudere l’attività dell’agenzia di stampa Misna.
Chiamati a ritrovare il loro posto in una Chiesa tutta missionaria – come la vuole papa Francesco – gli Istituti “specificamente missionari”, che hanno portato la fatica e il martirio della missione fra i popoli, sembrano tirare i remi in barca, adattandosi alle diverse situazioni, impoverendo il proprio carisma. È questo solo un momento di stanchezza, di demotivazione, o il fuoco della missione deve essere affidato ad altri soggetti? Ci sembra di poter pretendere dai rispettivi Istituti un sussulto di vitalità, soprattutto in questo tempo, in cui papa Francesco invita a smuovere missionariamente le acque della Chiesa. Chi meglio delle congregazioni missionarie può farlo, seppure in modo diverso dal passato?
Di fronte a questa situazione, sono state chieste a Missione Oggi due cose: una riduzione progressiva del budget, accompagnata da nuove soluzioni che garantiscano una forma di sostenibilità a medio-lungo termine; un’inedita creatività per la rigenerazione delle proposte editoriali. Perché questo progetto possa ottenere i risultati sperati, abbiamo bisogno del vostro sostegno, che viene anzitutto dal rinnovo dell’abbonamento. A supporto ulteriore, Missione Oggi ha ipotizzato l’avvio di un’associazione di amici quale forma di partecipazione diretta degli abbonati alla vita della stessa.
Il 2016 sarà per noi un anno sperimentale, in cui introdurremo alcune novità, in attesa di definire il futuro assetto del mensile: continueremo la sua pubblicazione, tenendo fede al nostro impegno con gli abbonati, con nove numeri in formato cartaceo e uno esclusivamente digitale.
Contiamo sul vostro aiuto, non solo economico, per camminare insieme in questa nuova fase dell’esperienza ultracentenaria della rivista.







