CON UNA GRANDE MOBILITAZIONE INDIGENA, NERA E POPOLARE UN PO’ OVUNQUE: NELLE SCUOLE, NELLE CHIESE, NELLE PIAZZE, NEI CAMPI... DI TUTTO IL PAESE. È COSÌ CHE UN “ALTRO” BRASILE VUOLE CELEBRARE “ALTRI” 500 ANNI. CERTO, NON IL BRASILE DEI GRANDI FESTEGGIAMENTI CHE SI LASCIA UBRIACARE DALLA PROPAGANDA DEL GOVERNO: FU “UN INCONTRO TRA CULTURE”, COMMEMORIAMO QUINDI LA “SCOPERTA DEL BRASILE”.
Al contrario, qui si vuole parlare di un altro Brasile: quello dei popoli indigeni trattati tutt’oggi come cittadini di serie B, dei movimenti neri che lottano contro il razzismo, dei senza terra e senza tetto che rivendicano i loro diritti. È un invito a meditare sui secoli di oppressione, emarginazione e morte. Vogliono celebrare la resistenza, protestare e rafforzare la loro organizzazione.
CI…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.