Myanmar, Democrazia di facciata
Il 7 novembre 2010, nelle prime elezioni dopo quelle del 1991, vinte dalla Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi, ma sconfessate dal potere, in Myanmar il partito emanazione del regime proclamava la vittoria. Obiettivo del voto era la nascita di un’Assemblea dell’Unione bicamerale, con un’Assemblea del Popolo di 440 seggi e un’Assemblea nazionale di 224. Uomo di punta, l’ex generale ed ex premier Thein Sein, insieme ad altri 27 esponenti della giunta militare opportunamente toltisi la divisa a poche settimane dal voto.
La “nuova” democrazia birmana, che altro non è se non un diverso strumento di controllo da parte dei militari e degli interessi economici loro collegati sul Myanmar/Birmania, va gradualmente consolidandosi all’interno e acquisendo riconoscimenti in ambito in…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.
Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.






