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Mercato internazionale ed esperienze locali - Dall'Assemblea

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INTERVENTI DALL'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO "CIBO E MERCATO":

MARCELLO STORGATO:
Non dobbiamo addormentarci nel sonno come la Coldiretti, ma neanche rimanere nell’utopia: le politiche europee hanno distrutto la cultura e la famiglia contadina. Le normative sono state a servizio dell’industria alimentare, non a favore della sovranità alimentare. È un disastro che probabilmente continuerà. Ho molto rispetto per la Coldiretti, ma non ha saputo opporsi a questo. Occorre svegliarsi e allearsi con i contadini dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. L’Europa ha bisogno di riattivare la cultura contadina, mentre ci vuole tolleranza zero per la produzione alimentare industriale e commerciale che impedisce alla famiglia contadina di esistere, lavorare, produrre, commerciare. (Marcello Storgato)
GABRIELE SMUSSI:
Sulla questione degli aiuti all’agricoltura: in che misura favoriscono la diffusione degli ogm (organismi geneticamente modificati) di cui soprattutto i Paesi africani chiedono il divieto? In secondo luogo vorrei che venisse precisato in che misura la nostra agricoltura può andare avanti con il lavoro a prezzi stracciati degli stranieri, per esempio i sikh, che nel bresciano lavorano nel settore dell’allevamento, o i cinesi che lavorano in massa nelle produzioni di riso italiane? Infine vorrei sapere in che misura il mondo contadino rappresenta una sacca di elettori per determinati partiti.  (Gabriele Smussi)
ANDREA TRONCHIN:
Sono un militante di Via Campesina e appartengo all’Associazione rurale italiana. Volevo fare due precisazioni. La prima riguarda la sovranità alimentare, che rappresenta lo scontro fra due modelli: quello industriale e produttivista, che deriva dal sistema dell’economia neoliberale, e quello di un’agricoltura a dimensione d’uomo e di un’economia solidale. La battaglia che stiamo conducendo sta nello scontro tra questi due modelli. È stato detto che l’Omc deve occuparsi di economia e non solo di politiche agricole. Noi di Via Campesina affermiamo che l’Omc è uno strumento di morte, di sterminio di massa, un pericolo per l’umanità. La Fao (che è una struttura molto più democratica) è stata spodestata dall’Omc e deve tornare al suo mandato istitutivo. Secondo noi, l’Omc dovrebbe sparire e il commercio internazionale, e in particolare delle politiche agricole, dovrebbe ritornare in mano alle Nazioni Unite.
La seconda precisazione è in realtà una domanda alla Coldiretti. A livello europeo esistono due sindacati, il Copa (Coordinamento dell’organizzazione dei produttori agricoli) e il Cpe (Coordinamento dei contadini europei). Il Cpe si batte per la sovranità alimentare, mentre il Copa non ne vuole sentir parlare. Per quanto mi risulta, la Coldiretti, aderisce al Copa. Il Cpe ha bisogno, per affermare la sovranità alimentare, di trovare forza e adesione da parte di tutti i movimenti sindacali contadini. Perché la Coldiretti sta dall’altra parte? E quindi sembra che predichi bene e razzoli male? Potrebbe spiegarmi questo fatto?  (Andrea Tronchin - Ari e Via Campesina)

SERGIO VENEZIA:

Sono del Comitato verso il distretto di economia solidale della Brianza. Il mio intervento è sul prezzo di mercato. Il prezzo è fondamentale, è il motore dell’economia agricola. Un episodio. Cercavamo un produttore di pesche e lo abbiamo trovato in Emilia Romagna. Era in difficoltà economiche, deciso a passare a un’altra attività. Gli abbiamo detto: noi siamo abituati al prezzo trasparente, raccontaci i tuoi problemi. Ci ha spiegato come lavora, come produce le pesche biologiche. Allora gli abbiamo detto: spiegaci come fissi il prezzo delle tue pesche. Guardate – ci ha risposto – per tutto quello che facciamo, se incassiamo meno di 70 centesimi al chilo non paghiamo nemmeno il lavoro degli operai. Poi c’è il costo della cassetta che contiene la frutta, che può essere nuova o usata, poi la calibratura o meno delle pesche, la plastica d’imballaggio tra una fila di pesche e l’altra, infine il trasporto. Alla fine ci ha fatto il suo prezzo. Poi ci ha detto, per onestà nei nostri confronti: "Ogni giovedì su un sito internet trovate la borsa del biologico. Io non vi voglio ingannare, andate a vedere lì se siamo in linea con il mercato". Noi abbiamo risposto: "A noi dell’economia solidale non ci importa nulla del prezzo di mercato. Se il tuo lavoro per cogliere la pesca biologica dall’albero costa 70 centesimi, noi te ne daremo 70 anche quando l’Esselunga te ne darà 35 a luglio. Da maggio a settembre ti paghiamo lo stesso prezzo, perché quello è il prezzo della dignità del tuo lavoro". E così liquiderei il discorso "il mercato motore del mondo".
Per quanto riguarda la Pac (Politica agricola comunitaria), spero che finisca. C’è qualcuno che si sta agitando perché con questo sistema di finanziamenti si era arrivati al punto che si seminava non per produrre, ma per ricevere gli aiuti. Faccio un esempio: semino la soia, tanto non la raccolgo neanche, l’importante è ricevere le sovvenzioni. Se questa è la logica io non ci sto, io sono un consumatore, non sono un contadino. Rifiuto questa logica, perché buttare il cibo secondo me è un assurdo. Se devono esserci finanziamenti, che siano a favore della vera sovranità alimentare. La Coldiretti chieda i finanziamenti per chi non esporta, li chieda per chi tutela la biodiversità, per chi salva le specie locali. E anche all’Associazione rurale italiana: un po’ più di coraggio sull’agricoltura biologica, dobbiamo lasciare un mondo vivo ai nostri figli. (Sergio Venezia)

RISPONDE ALFREDO MAZZUCCHELLI (COLDIRETTI):

Sono 40 anni che faccio il sindacalista agricolo. Comincio con il rispondere all’amico Benciolini. È una legge fondamentale dell’economia che un’impresa produca per il mercato: non si può pensare a un ritorno all’autoconsumo. Ora la Coldiretti vuole essere un’associazione di imprese, cioè produce per il mercato, altrimenti non sarebbe un’impresa. L’agricoltura ha ricevuto e continua a ricevere sussidi non solo in Europa, ma anche nelgi Stati Uniti. Questo non avviene per caso, ma per sostenere l’agricoltura. Non dimentichiamo però che dal 2013 questo sostegno si ridurrà drasticamente, in seguito all’ingresso nell’Unione europea dei Paesi dell’est europeo. Il sostegno all’agricoltura è nato per fornire il reddito necessario perché le imprese agricole possano sopravvivere. Esse producono per rendere disponibili gli alimenti sulle tavole dei cittadini, per cui in Italia nessuno può dire "mancano gli alimenti". Infine a proposito della competitività: è un grande stimolo per l’impresa, se non ci fosse, le imprese non starebbero in piedi!
Per quanto riguarda l’intervento di Storgato, la Coldiretti non si sta addormentando, anzi è stata protagonista nella politica agricola del dopoguerra, lo è stata nel periodo successivo e continua a interpretare anche oggi, con fatica, le esigenze dell’agricoltura. Anche l’etichettatura non è una farsa, dal punto di vista commerciale è importantissima e va a vantaggio dei consumatori e dei produttori!
Andrea Tronchin mi chiede perché Coldiretti fa parte del Copa. Questa organizzazione è l’ambiente più naturale per noi, perché ne fanno parte le associazioni sindacali che a livello europeo hanno la grande maggioranza della rappresentanza agricola. Insieme con gli altri membri del Copa, cerchiamo di interpretare la politica agricola comunitaria.
Per quanto riguarda l’Omc, pericolo per l’umanità, rispondo che di pericoli per l’umanità ce ne sono tanti, può darsi che anche l’Omc lo sia, però il fatto che al suo interno l’intesa fra il Copa e le realtà emergenti dei Paesi in via di sviluppo si stia sempre più consolidando è un fatto importante per modificare le regole stesse dell’Omc. Demonizzare l’Omc non risolve niente, bisogna piuttosto portare il proprio contributo e stringere alleanze forti per condizionare la stessa Organizzazione. Inoltre, la Coldiretti è l’unica organizzazione sindacale agricola contraria agli ogm. Le altre due sono favorevoli. Noi siamo impegnati a mantenere nell’agricoltura il patrimonio genetico sia animale sia vegetale.
Per quanto riguarda la manodopera extracomunitaria che utilizziamo nelle aziende, la necessità nasce dal fatto che i nostri giovani non sono più disposti a fare certi lavori agricoli. Ciò sta portando comunque una ricchezza, nel senso che all’interno delle nostre aziende c’è una presenza di lavoratori stranieri che le arricchisce. Certo, crea problemi, non voglio minimizzarli, però è una ricchezza. Ricordo anche che la Coldiretti non è affatto una sacca di voti per i partiti, perché dalla sua 29° assemblea nazionale essa ha rinunciato al collateralismo con i partiti e oggi non ne appoggia nessuno. Vogliamo condizionare la politica agricola nazionale, questo sì, vogliamo discutere con i partiti e sosteniamo quelli che rispondono alle nostre proposte.

DALL' ASSEMBLEA: Andrea Tronchin

Il rappresentante della Coldiretti ha capito che io sostengo l’autoconsumo, ma intendevo una cosa diversa: è logico che debba esistere il mercato, però ciò che critico è il lavorare soprattutto per i mercati internazionali, con grandi trasferimenti di prodotti da una zona all’altra. Io sono invece favorevole al mercato locale, perché questo implica meno trasporti di merce e consente un rapporto diretto tra produttori e consumatori. Per quanto riguarda i sostegni all’agricoltura, la politica agricola comunitaria deve esserci, ma deve essere diversa. L’agricoltura deve esistere in ogni parte dell’Europa, anche nelle aree più difficili, è lì che devono arrivare gli aiuti, i quali dovrebbero essere estesi anche all’agricoltura biologica. Si tratta di usare bene i soldi destinati all’agricoltura. Non so se nel 2013 gli aiuti spariranno, dovrebbero continuare, ma non dovrebbero essere utilizzati per esportare prodotti sovvenzionati, bisogna bloccare le esportazioni con dumping. Sono d’accordo sulla competitività, ma solo se essa riguarda la qualità, il rispetto dell’ambiente. È su questo che si deve essere competitivi, non facendo i prezzi più bassi possibili, usando male le risorse, producendo in quantità, ma senza qualità. (Andrea Tronchin)
 


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