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La Chiesa del Concilio si rivolge al mondo intero

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L’ultimo e il più esteso, il più coraggioso e profetico, dei quattro documenti principali (Costituzioni) del Concilio Vaticano II è la Gaudium et spes: Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. La sua affermazione iniziale ne riassume ed esprime in sintesi il messaggio.

MISSIONE DALL’INTERNO DELLA STORIA

La Chiesa prolunga nella storia del mondo il mistero dell’incarnazione di Cristo, si sente partecipe delle “gioie e speranze, tristezze e angosce” del mondo intero, tutta protesa, con Cristo e come Cristo, a proporre a tutti il messaggio della salvezza. Quella della Gaudium et spes è una Chiesa totalmente ed essenzialmente missionaria. Ma qui la missione della Chiesa acquista il calore e la drammaticità della condivisione. La sua missione è di essere lievito nella pasta, fermento. È dall’interno della storia del mondo, in piena solidarietà con l’umanità tutta, che i discepoli di Cristo si rivolgono a tutti,comecompagni dicammino lungo isentieri della storia umana, per condividere con tutti le “ragioni della loro speranza” (1 Pt 3,15).

Con questo testo il Concilio rivolge “la sua parola (…) a tutti indistintamente gli uomini”, tenendo presente “l’intera famiglia umana nel contesto di tutte quellerealtà entro le qualiessa vive“(n. 2), ponendosi a suo servizio, “instaurando con questa un dialogo” (n. 3) sui grandi problemi che assillano l’umanità: “sull’attuale evoluzione del mondo, sul posto esulcompito dell’uomo nell’universo,sulsenso dei propri sforzi individuali e collettivi, e ancora sul fine ultimo delle cose e degli uomini” (n. 3), “arrecando la luce che viene dal Vangelo e mettendo a disposizione degli uomini le energie di salvezza che la Chiesa, sotto la guida dello Spirito Santo, riceve dal suo fondatore” Cristo Gesù (n. 3).

E in questa prospettiva il Concilio si prefigge di ragionare con tutti gli uomini di buona volontà sui grandi mutamenti in atto nella società contemporanea (nn. 5-10) proponendo la propria concezione della dignità della persona umana (nn. 12-22); di riflettere insieme sulla società umana e i suoi problemi (nn. 23-32),sulcompito eilruolo dell’attività umana nell’universo (nn. 33-40); spiegando il servizio che la Chiesa crede di poter rendere all’umanità (nn. 41-45) con il contributo del suo insegnamento riguardo anche a problemispecificicomeil matrimonio e la famiglia (nn. 46-52), la promozione della cultura (nn. 53-62), l’economia e i suoi influssisulla vita sociale(nn. 63-72), la vita politica, la guerra e la pace, la società internazionale (nn. 73- 90).

MISSIONE COME DIALOGO CON TUTTI

Riprendendo e attuando il grande programma di Paolo VI: “la Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere (Ecclesiam suam, III,3), il Concilio vuole riprendere, o avviare, un dialogo rispettoso e affettuoso, mosso dall’amore stesso di Dio per l’umanità,con tutti:“Il desiderio di stabilire un dialogo che sia ispirato dal solo amore della verità (…) non esclude nessuno: nécoloro che hanno ilculto di altri valori umani, benché non ne riconoscano ancora la sorgente, né coloro che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in diverse maniere” (n. 92). Il motivo di questo atteggiamento e di questo impegno della Chiesa si radica nella sua stessa fede: “Essendo Dio Padre principio e fine di tutti, siamo tutti chiamati ad essere fratelli. E perciò, chiamati a questa stessa vocazione umana e divina, senza violenza e senza inganno, possiamo e dobbiamo lavorareinsieme alla costruzione del mondo nella vera pace” (n. 92).

La Chiesa scopre così un nuovo modo di attuare la sua missione: il dialogo con il mondo intero. Con questo “dialogo” i discepoli di Cristo si pongono con amore a fianco degli altri uomini e donne del loro tempo per cercare insieme le risposte ai grandi interrogativi che assillano l’umanità, per costruire insieme un mondo di giustizia, di fraternità, di pace vera.

Come ogni uomo e ogni donna, come ogni popolo, ogni gruppo sociale, mettono in comune i propri sogni e i propri pensieri, le proprie proposte e le proprie esperienze in questa comune ricerca, così anche i discepoli di Gesù vogliono collaborare con tutti portando il contributo della loro fedein Cristo, offrendo il dono della loro speranza fondata su di lui, l’esperienza della salvezza in lui trovata: “La Chiesa, in forza della missione che ha di illuminare tutto il mondo con il messaggio evangelico e di radunare in un solo Spirito tutti gli uomini di qualsiasi nazione, stirpe e civiltà, diventa segno di quella fraternità che permette e rafforza un sincero dialogo” (n. 92).

MISSIONE COME UMILE SERVIZIO AL MONDO

Questo programma del Concilio comporta per ciascuno dei membri della Chiesa e per tutta la Chiesa cometale un dupliceessenzialeelemento: anzi tutto fedeltà a Cristo, al suo Vangelo, al mandato da lui ricevuto. È questo, e solo questo, il contributo proprio della Chiesa,cometale, al progresso e alla salvezza dell’umanità. Inoltre,e quista la coraggiosa e innovativa proposta del Concilio, la Chiesa, e ogni suo singolo membro, ogni sua organizzazione, vogliono proporre, attuare, questo messaggio,condividere questo dono,con umile senso di servizio, in rispetto dell’altro, con amicizia, all’interno della situazione sociale in cuisia isingolichelecomunità cristianesi trovano a vivere e ad operare.

Al di là di un annuncio fatto ai singoli individui perché accolgano l’invito di Cristo e aderiscano a lui diventando suoi discepoli, al di là della costituzione di comunità dei discepoli di Cristo dove essi esperimentino e annuncino il disegno del Padre di radunare l’umanità intera in una sola famiglia, la famiglia dei figli di Dio, esiste la missione della Chiesa di “dialogare”, parlare con tutti gli uomini e le donne, ragionando con essi dei loro grandi problemi, del comune destino, condividendo “gioie e speranze, tristezze e angosce”, e cercando con tutti di promuovere quel mondo giusto e bello, in cui la Chiesa intravede l’inizio e la preparazione del “regno di Dio”.

MISSIONE COME BRACCIA APERTE A TUTTA L’UMANITÀ

Questo concetto di missione esige un nuovo approccio e una nuova pedagogia, nuovi apostoli e nuovi cammini.

Occorre saper essere presenti, come testimoni di Gesù e suoi messaggeri, discretamente e umilmente, ma anche coraggiosamente e audacemente, all’interno delle strutture umane civili e politiche, economiche, culturali, dove si dibattono e si cercano, si elaborano e si decidono gli sviluppi della società umana. In essi occorre collaborare, con il consiglio, la proposta, l’incoraggiamento e l’esempio, a soluzioni giuste dei problemi economici, soluzioni pacifiche dei conflitti, programmi e sceltechesi ispirino al rispetto della dignità umana, all’amore per tutti, cominciando dai più deboli, dai più poveri, da quanti sono trascurati dall’egoismo individuale e collettivo, su piccola e su grande scala, nelle comunità locali e in quelle internazionali.

Il Vangelo di Gesù non è solo sale e luce per ogni cuore, per ogni singola persona umana, senso della vita individuale, ma anche “sale della terra e luce del mondo” (Mt 5, 3-14 ), proposta rivolta alla società umana come tale e rivelazione del suo destino collettivo.

Le braccia di Cristo aperte sulla croce diventano così le braccia della sua Chiesa aperte al mondo intero, tese ad abbracciare, non solo ogni singola persona ma l’umanità tutta.



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